Questo articolo è stato letto 0 volte

Un primo «maquillage» alle regole

Fonte: Il Sole 24 Ore

E’ stato approvato giovedì scorso lo schema di decreto legislativo per il riordino di congedi, aspettative e permessi. Il provvedimento attua la delega del collegato lavoro, che ha disposto una stretta sui beneficiari dei permessi, in primis di quelli per assistere i disabili, escludendo i parenti e affini oltre il terzo grado (con alcune eccezioni) ed escludendo ogni possibilità di assistenza multipla. Al decreto appena varato il compito di riordinare tutti i permessi: dall’esame del testo, però, si può parlare più che altro di una “correzione” di alcune norme già in vigore e di una sorta di maquillage teso a precisare alcuni aspetti dell’impianto esistente, piuttosto che di una vera e propria riforma dei permessi. Le linee dettate dal collegato puntavano invece a creare un testo unico per coordinare le disposizioni vigenti, all’insegna della semplificazione: non va infatti dimenticato come il quadro che regola queste fattispecie sia frammentato e si basi su una successione di fonti non sempre di facile lettura. Sono almeno quattro le principali e più recenti disposizioni – legge 104/92, 388/00, decreto legislativo 151/01, legge 350/03 – che hanno maneggiato la disciplina, a cui si aggiungono le ultime modifiche apportate dal Collegato, oltre alle istruzioni disposte dagli enti previdenziali. Come emerge dalla stessa relazione illustrativa che accompagna il decreto, il risultato è «un’impostazione minimale e settoriale» mentre da più parti era stato richiesto un riordino maggiormente organico e strutturale, come avevano espresso le Regioni in sede di Conferenza unificata, nella seduta del 5 maggio 2011. Passando quindi in rassegna gli articoli del testo (si veda lo schema qui a fianco) è possibile tracciare la portata dei principali ritocchi effettuati, anche se occorrerà poi attendere i successivi chiarimenti operativi circa i passaggi da seguire ai fini dell’effettiva fruizione dei permessi e, soprattutto, per capire quale sarà la sorte dei congedi in corso, vale a dire se dovranno essere uniformati o meno alle nuove regole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *