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Un ministro per la coesione Nord-Sud

Mario Monti lo aveva già dichiarato ai giornalisti: “Cerco la coesione fra Nord e Sud”. Ieri, alla presentazione della nuova compagine di governo, che ha giurato nelle mani del Capo dello Stato, le conseguenze: Fabrizio Barca sarà Ministro per la coesione territoriale. Un cambiamento di rotta rispetto al Governo Berlusconi IV, dove c’erano un Ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale (Fitto) e un Ministro delle riforme per il federalismo (Bossi). Casella mancante, al momento, anche quella del ministro che si occuperà della pubblica amministrazione. Non potevano mancare le reazioni. “Se il buongiorno si vede dal mattino allora è notte fonda e sarò felice di votare contro la fiducia al prossimo Esecutivo”, ha affermato il coordinatore della Lega Roberto Calderoli. “Nulla da eccepire sulla qualità e sul livello delle singole persone nominate – ha spiegato – ma il riscontrare la nascita di un ministero per la coesione territoriale significa aver creato il ministero del centralismo ovvero che ancora una volta il Nord verrà spremuto per garantire a qualcuno di continuare a mangiare a sbafo? È questo il riformismo di un Governo che non ha neanche un dicastero ad hoc per le riforme? Il Nord – conclude – non potrà accettare questo ennesimo schiaffo.” Molto più di “apertura” la posizione dei comuni. “Al Governo Monti vanno gli auguri più sinceri di buon lavoro, con l’auspicio che l’alto profilo delle figure chiamate a farne parte possa essere garanzia per rilancio non solo della economia, ma dell’intero sistema Paese del quale sentiamo di essere parte importante”, afferma Graziano Delrio, presidente della Associazione dei comuni italiani (Anci). “Come abbiamo avuto modo di dire al Presidente Monti nel corso della consultazione a Palazzo Giustiniani – afferma ancora Delrio – i comuni italiani possono e dovranno essere una risorsa in più su cui fare affidamento in questa difficile fase e in questo senso abbiamo apprezzato l’intenzione di dare vita ad una sorta di patto interistituzionale per fronteggiare la crisi. Su questo terreno il Governo Monti sa già di avere tutta la nostra disponibilità al dialogo ed al confronto costruttivo”. “Ora – conclude il Presidente Anci – sarà importante capire il programma del Governo e vedere come si imposterà il confronto sui temi per noi più importanti quali quelli finanziari, a partire dalla revisione del patto di stabilità interno, e quelli ordinamentali”. Molte le aspettative sul lavoro del neoministro Barca. “Ci rallegriamo vivamente per la nomina di Fabrizio Barca: la sua competenza rappresenta una garanzia in un ‘posto chiave’ per la costruzione di processi di crescita territoriale e di coesione economica e sociale”, affermano Micaela Fanelli e Vito Santarsiero, componenti dell’Ufficio di Presidenza della Associazione dei comuni italiani (Anci), sul nuovo ministro per la coesione territoriale del governo Monti. “Barca è stato in questi anni colui che ha studiato e dato la visione alle politiche di coesione in Europa, grazie al rapporto che porta il suo nome che – ricordano Fanelli e Santarsiero – ha dato lustro al nostro Paese a livello comunitario”. “Quel documento è stato la base dei principali documenti comunitari, dettando una serie di ‘pilastri’ che sono stati poi ripresi e sviluppati nel V rapporto di coesione”, ricordano i due delegati. “Grazie al suo contributo di proposte, all’aver sempre creduto nella programmazione integrata territoriale dal basso con al centro il protagonismo dei comuni, all’aver sempre investito su intelligenze e professionalità, Barca è stato in questi anni un punto di riferimento per la classe politica nazionale e locale. L’esperienza maturata può essere di grande giovamento non soltanto nelle relazioni con il sistema dei comuni ma anche per rafforzare il ruolo delle città e delle aree urbane – osservano i due rappresentanti Anci – nei processi di crescita territoriale e nell’attuazione delle nuove politiche di coesione europea”. “Ma perché questo accada è necessario che si verifichino tutte le condizioni affinché il nuovo governo possa continuare il suo percorso. E soprattutto che vengano definiti gli strumenti decisivi per la definizione delle nuove prospettive finanziarie 2014-2020 e delle regole di programmazione dei fondi strutturali. Per questo motivo – concludono Fanelli e Santarsiero – auspichiamo un incontro a breve di Anci con il neo ministro, così da avere la possibilità di presentare le idee e le proposte dei comuni per le future politiche di coesione”.  “Al Presidente Mario Monti e al nuovo Governo desidero rivolgere gli auguri di buon lavoro da parte delle Regioni”, fa eco il Presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, secondo il quale “si apre una fase nuova e decisiva per il Paese a cui le Regioni vogliono contribuire facendo fino in fondo la propria parte. Abbiamo di fronte – prosegue – questioni centrali che vanno affrontate con determinazione: il percorso del federalismo fiscale, l’emergenza del trasporto pubblico locale, il nuovo patto della salute, il lavoro e la crescita, il processo di autoriforma delle Istituzioni. Sono certo – conclude Errani – che la qualità delle scelte del Presidente Monti e del Suo Governo permetteranno di dare risposte a questi temi particolarmente avvertiti dai cittadini, fondando le future decisioni sulla leale collaborazione fra le Istituzioni della Repubblica sempre più necessaria per avviare una fase di riforme all’insegna della equità e dello sviluppo sostenibile”. E anche il presidente del Piemonte Roberto Cota avrà nei confronti del Governo Monti “un atteggiamento costruttivo”. “Certo – ha spiegato ieri a margine dell’inaugurazione della mostra su Leonardo a Venaria – se le cose non andranno bene, il mio compito sarà quello di tutelare gli interessi del Piemonte”. Il governatore Cota ha poi aggiunto: “Condivido la posizione della Lega, i Governi devono essere scelti dal popolo e soprattutto nei momenti difficili spetta alla politica trovare soluzioni”. “Mi auguro – ha concluso – che il nuovo Governo non fermi l’attuazione del federalismo e che non si realizzi la paventata cancellazione delle pensioni di anzianità”. “Se Monti propone misure condivisibili nulla vieta che le si possa sostenere senza alcun problema”, ha affermato Flavio Tosi, sindaco di Verona ed esponente della Lega Nord, in un’intervista a Radio 24, spiegando che la patrimoniale sui grandi patrimoni “sarebbe di assoluto buon senso”, così come la dismissione del patrimonio dello Stato e il taglio reale alle spese statali. Più scettico, invece, sulla reintroduzione dell’Ici, perché “nel principio era giusto eliminarla”. Sul Governo Monti, Tosi afferma che “con i politici diventerebbe un pasticcio”, mentre “con soli tecnici sarebbe più credibile e più forte”. L’auspicio è di “fare le cose in fretta e poi votare per mettere un Governo politico”, ma il sindaco chiede anche che Monti “porti a termine l’iter per il federalismo e che venga fatta una nuova legge elettorale”. Tosi attacca poi Silvio Berlusconi, spiegando che “ha fatto tante belle cose per il Paese, ma ne avrebbe fatta un’altra bella dimettendosi sei mesi o un anno prima”.

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