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Tui compra un paese in Toscana

Fonte: Italia Oggi

Dato che noi non ci diamo da fare, ci pensano loro, i tedeschi. Il nostro turismo langue, prezzi troppo alti, qualità scadente, non siamo più il paradiso delle vacanze. Ora la Tui, la più grande società turistica d’Europa, è corsa ai ripari. Ha comprato un intero paese tra Firenze e Pisa, tutto compreso, il castello, le mura, 8 mila alberi di ulivo e 400 cinghiali. Solo la chiesa non ha potuto acquistare, ma sarà restaurata a spese della Tui. Castelfalfi sta per essere trasformata in un centro modernissimo di vacanze extralusso. Gli abitanti, naturalmente, possono restare. Anzi, devono, perché sono loro a creare l’atmosfera «typisch italienisch» per i turisti. Ma sono rimasti appena in diciotto. Castelfalfi, borgo medioevale, un castello e 26 case, rischiava di diventare un paese fantasma. «Non vogliamo un luogo artificiale», afferma Herr Martin Schlüter, 51 anni, che dirige il progetto, «ma salvare un angolo di Toscana». L’investimento è di un quarto di miliardo di euro, per 11 chilometri quadrati, sei volte più grande di Montecarlo. Ci sarà un campo di golf, un lago e naturalmente centri benessere, massaggi, fanghi, saune. Il tutto doveva essere pronto entro il 2009, ma la nostra solita burocrazia ha rallentato i lavori. Quando i lavori saranno finiti, si spera entro il 2013, quest’angolo di Toscana avrà l’aspetto della Toskana, amata dai tedeschi. Saranno costruiti due hotel con 320 camere, 160 appartamenti, da acquistare o da affittare, e decine di ville. I 28 casali esistenti nella zona verranno restaurati, come 50 abitazioni nel centro del paese. Tutto sarà rimesso a nuovo, dalle fognature all’acquedotto, alla linea elettrica, ai collegamenti telefonici. I prezzi andranno da 250 mila euro per 45 metri quadrati a 1,5 milioni di euro. Sono previsti 3 mila turisti al giorno, a parte i clienti stanziali. Mentre gli abitanti morivano o emigravano, negli ultimi anni Castelfalfi ha attirato l’interesse anche di investitori italiani. Ma uno dopo l’altro si sono ritirati, spaventati dal costo da affrontare. La loro intenzione, poi, era di acquistare le vecchie case e i casali per rivenderli a caro prezzo, ma era difficile trovare acquirenti senza offrire le infrastrutture e i servizi. Adesso, lamentano i tedeschi, gli italiani si fanno vivi solo per protestare e criticare. Hanno paura per l’impatto ambientale, ma i tedeschi sono maniaci dell’ecologia, e cercano di salvare la natura. Si sta anche attenti ai compratori, per evitare che Castelfalfi diventi un ghetto per ricchi prussiani: l’ideale sarebbe ricreare una comunità formata per un quarto da tedeschi, un quarto da inglesi, un quarto da italiani, e il resto diviso tra svizzeri, francesi, scandinavi. Una sorta di piccola Europa. Un buon cocktail: artificiale ma con il gusto dell’autenticità. La Tui metterà in vendita anche l’olio di Castelfalfi, prodotto in loco, e il vino, ovviamente Chianti. E si dice che siano già apparsi i cinesi. Non vogliono diventare cittadini della Castelfalfi alla tedesca, ma osservano, prendono appunti e copiano per creare da qualche parte nelle vicinanze il loro villaggio. Saranno più rispettosi?

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