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Timbra il cartellino e se ne va”: il Comune di Milano indaga

Fonte: La Repubblica

A “denunciarli” sono stati gli stessi colleghi. Soffiando in quel fischietto – la traduzione letterale della procedura – virtuale che è la piattaforma online creata dal Comune per il whistleblowing. Segnalazioni non solo anonime che sono arrivate dall’interno di Palazzo Marino. E che per quasi la metà dei casi – sei su quattordici – passati in rassegna nell’ultimo anno hanno riguardato comportamenti considerati scorretti sul posto (pubblico) di lavoro. È così che la dipendente trovata a timbrare il cartellino al rientro dalla pausa pranzo o “all’ingresso del mattino” per poi uscire subito dopo dall’ufficio è destinata ad avere un procedimento disciplinare. Ed è così che sono partite le indagini per almeno altre due impiegate “che escono e si assentano dal servizio anche più volte nella stessa giornata” e per un’altra che “non svolge alcuna attività lavorativa lamentando problemi di vista”, ma passerebbe il tempo “sul suo telefono e sul suo tablet”.

Per capirla, questa vicenda, bisogna tornare all’inizio del 2015, quando il Comune ha creato nella sua rete interna (intranet) una piattaforma dedicata al cosiddetto whistleblowing, ossia alla possibilità per i dipendenti dell’amministrazione di segnalare online, con la garanzia dell’anonimato, un illecito, un’illegalità o un’irregolarità che danneggiano l’interesse pubblico. Un ulteriore tassello del Piano triennale di prevenzione della corruzione che il Comune ha appena aggiornato arrivando a disegnare una mappa approfondita che arriva a toccare praticamente ogni ambito dell’amministrazione, dalle gare fino all’assegnazione dei contributi. Caccia aperta alla corruzione, quindi. Ma non solo. E la prova è nel numero di denunce degli assenteisti della scrivania accanto. Niente rispetto alle migliaia di lavoratori di Palazzo Marino, certo. Ma ci sono. E soprattutto, gli stessi colleghi hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte….

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