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Testo Unico Pubblico Impiego, ultime limature: cosa cambia?

Testo Unico Pubblico Impiego

Testo Unico Pubblico Impiego, arrivano i giorni decisivi per la presentazione in Consiglio dei ministri: secondo le ultime indiscrezioni, nelle ultime versioni del testo elaborato dai tecnici sembrerebbero essere scomparse anche le ultime percentuali per guidare la distribuzione dei premi di produttività ai dipendenti. L’ultima bozza del testo, che sarà collocata la prossima settimana al centro dei confronti sindacali prima di giungere in Cdm per il via libera preliminare, si chiede solo di assicurare una distribuzione differenziata dei premi, ma senza imporre di concentrare il 50% delle risorse sul 25% dei dipendenti.
Sembrerebbe inoltre abbandonata l’idea di ridurre i fondi accessori nelle amministrazioni che registrano tassi di assenza superiori alle medie di settore o particolarmente concentrate nei periodi “strategici” vicini al fine settimana o ai picchi nell’erogazione dei servizi. In questi casi, occorrerà solo evitare aumenti dei fondi.

Entrambe le materie saranno tuttavia lasciate alla competenza dei contratti nazionali, con l’obiettivo di redistribuire i pesi fra legge e contratti in senso contrario alla legificazione prevista senza troppo successo dalla legge Brunetta.

Scivola alla settimana prossima inoltre l’apparizione in Consiglio dei ministri dei tre attesissimi decreti correttivi della Riforma Madia in materia di partecipate pubbliche, anti-assenteismo e dirigenza sanitaria. Il rinvio (in origine la presentazione era prevista per oggi) è stato cagionato dall’ingorgo tecnico determinato dagli ultimi aggiustamenti proprio al Testo Unico Pubblico Impiego.

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