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Taglio netto alla comunicazione

Fonte: Il Sole 24 Ore Centro-Nord

Entrano nel vivo i tagli degli enti locali alle spese di rappresentanza e pubbliche relazioni. Una scure che abbatte l’80% di mostre, convegni, patrocini, pubblicità e annulla le sponsorizzazioni. Colpite anche le spese per i quotidiani, gli abbonamenti alle agenzie di stampa e le campagne di comunicazione. Gli enti locali si adeguano così, a leggere i bilanci preventivi 2011, alla riduzione dell’80% della spesa sostenuta nel 2009, secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria n. 78/2010. In valore gli enti più colpiti sono le regioni: «Si è passati da 5,67 a 3,72 milioni – spiega Roberto Franchini, responsabile del settore comunicazione della regione Emilia-Romagna -. La riduzione riguarda le inserzioni sui giornali, le agenzie e la rassegna stampa, campagne di comunicazione, la produzione di video e audio, il web». Anche se sull’informazione la legge non prevede espressamente tagli, la riduzione sfiora comunque il 35%; ma è sulle spese di rappresentanza – dai convegni alle relazioni pubbliche – che è calata la mannaia: dai 5 milioni del 2009 si è passati ai 967 mila euro del 2011; per gli incarichi alle persone fisiche non si potranno superare i 495mila euro, contro i due milioni e mezzo del 2009. Tagli pesanti anche in Toscana, dove per la comunicazione istituzionale, quella sanitaria e l’informazione nel 2008 si sono spesi 6,86 milioni e nel 2009 7,73 milioni, mentre nel 2011 la spesa di questi tre capitoli non potrà superare il milione e 846mila euro. Le riduzioni maggiori sono per la comunicazione istituzionale (da 3,59 milioni del 2009 ai 661mila euro del 2011) e la comunicazione sanitaria (da circa 3 milioni a 696mila euro); si salva l’informazione, che scende da 548mila euro nel 2009 a 498mila nel 2011. Sforbiciate simili anche in Umbria: «Nel 2009 la regione ha speso un milione per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità – illustra il dirigente Giampiero Antonelli -, il taglio sarà di circa 800mila euro». Al comune di Bologna tagli minimi, grazie a una recente pronuncia della Corte dei conti che fa salve le spese di progetti finanziati dai soggetti esterni: «Facciamo molte mostre – spiega Mauro Cammarata, dirigente comunale -, ma sono finanziate dalle fondazioni, dai proventi dei biglietti, dagli sponsor privati. Per la rappresentanza nel 2009 abbiamo speso 25mila euro e quest’anno se ne spenderanno solo 5mila. Abbiamo tagliato da 200mila a 40mila euro le spese per gli incarichi ma, per fare un esempio, le spese del Capodanno no, perché non le riteniamo spese di rappresentanza ma un servizio ai cittadini». L’interpretazione della norma non è univoca, visto che a Massa Carrara il comune passa da 167mila euro a 33mila; ha tagliato pure la banda musicale, che dai 15mila euro del 2009 si dovrà accontentare di 3mila quest’anno. “Vittime” di questi tagli sono le agenzie di comunicazione. «Prima ancora di questa legge i soggetti istituzionali hanno tagliato le loro spese in comunicazione – spiegano dalla cooperativa Kitchen di Bologna che dà lavoro a otto soci -. Abbiamo avuto riduzioni anche del 50%, per fortuna senza ripercussioni sull’occupazione, ma si sono allontanate le prospettive di crescita». Stesse parole e argomenti a Firenze con l’agenzia Essedicom, che critica la qualità degli investimenti: «Si investe poco, soprattutto nelle nuove tecnologie. Non si sviluppa il web in modo organico – sostiene Simone Serpieri -. Per esempio, su Firenze ci sono tante informazioni sparpagliate e manca un contenitore». Sul fronte politico parecchie le prese di posizione. A iniziare dalla Toscana: «Il governo ha deciso di ridurre dell’80% le spese destinate alla comunicazione e ci siamo adeguati – spiega il Presidente, Enrico Rossi -. Ma abbiamo fatto anche di più: abbiamo avviato una razionalizzazione dell’intero apparato regionale che ci consentirà di recuperare altre risorse». In Emilia-Romagna il vicepresidente Simonetta Saliera sottolinea: «Abbiamo fatto tagli anche dolorosi a seguito della manovra ingiusta del governo e nello specifico delle spese in comunicazione si ha una grande sofferenza. Si va a incidere su un settore di grande importanza». Critiche anche dal sindacato dei giornalisti: «Abbiamo proposto ad Anci e Upi (associazioni dei comuni e delle province) di approvare un documento per non tagliare le spese in informazione, ma si sono rifiutate – spiega Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Fnsi -. Per molti colleghi sono stati tagliati i compensi».

COLPITE ANCHE LE CAMPAGNE PUBBLICITARIE

La legge. Con il decreto legge n. 78/2010, all’articolo 6, per il 2011 sono previsti tagli dell’80% rispetto alle spese sostenute nel 2009 nei seguenti capitoli di spesa: studi e consulenze (comma 7); rappresentanza, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità (comma 8). Le spese per le sponsorizzazioni sono state cancellate (comma 9), mentre sono state ridotte del 50% quelle per le missioni (comma 12) e la formazione (comma13).

La Corte dei conti. La legge ha creato alcuni problemi interpretativi. La Corte dei conti dell’Emilia-Romagna, con la deliberazione n. 7 del 7 febbraio 2011, ha sottolineato che le spese comprese in programmi finanziati da soggetti esterni vanno escluse da questi tagli. La Corte dei conti della Lombardia (deliberazione n. 111 del 28 febbraio 2011) sostiene invece che le spese per gli incarichi di addetto stampa e portavoce sono incluse nei tagli.

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