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Sulle accise anti-disastro la parola va all’Esecutivo

Fonte: Il Sole 24 Ore

Toccherà solo e soltanto allo Stato decidere un eventuale aumento (generalizzato) delle accise sulla benzina per far fronte alle calamità. C’è chi nelle Regioni aveva temuto un ritorno all’«ognun fa per sé». Invece no, non dovranno pensare da sole a finanziarsi gli interventi necessari in caso di eventi naturali imprevisti. A dire il vero, questa del maxi-emendamento al Dl semplificazioni non è proprio una novità: nel senso che le modifiche approvate due giorni fa in commissione al Senato e ieri recepite dal Governo fanno ripartire la modalità automatica di alimentazione del fondo per le calamità naturali che era stata “spenta” nel primo passaggio del decreto alla Camera, nonostante il parere contrario del Tesoro. E infatti di una «copertura tecnica che preesiste al decreto legge» parla lo stesso ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi.
Lo scorso 23 marzo, la Ragioneria generale dello Stato, in una relazione tecnica indirizzata a Palazzo Madama, aveva messo nero su bianco la propria contrarietà all’abrogazione del comma 5-quinquies della legge 225/1992 decisa da Montecitorio. Per i tecnici, «tenuto conto anche della sentenza della Corte costituzionale numero 22 del 2012», si sarebbe determinata «una situazione di carenza di copertura finanziaria con riferimento al meccanismo di finanziamento delle emergenze». Già, perché la Consulta ha di recente giudicato illegittima una delle due fonti di approvvigionamento del fondo per le calamità, quella cioè che sarebbe spettata alle Regioni e a cui provvedere con la leva delle accise locali. Lasciando aperta, di conseguenza, la sola parte (originariamente di supporto) in capo allo Stato.
Ciò che resta, all’esito di questa intricata vicenda, è dunque la possibilità per l’Esecutivo di stabilire dei ritocchi all’insù delle accise per tutti gli italiani, qualora se ne presenti la necessità. E la soddisfazione del gruppetto trasversale di senatori marchigiani artefici dell’emendamento in commissione al Senato. Ora, dicono, «il Governo potrà celermente emanare le ordinanze di Protezione civile per rifondere le spese sostenute dai Comuni e dalle Regioni nella recente calamità nevosa del mese di febbraio».

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