Questo articolo è stato letto 1 volte

Sui bilanci 2015 cinque verifiche finali

Fonte: Il Sole 24 Ore

Fondo crediti di dubbia esigibilità, Patto di stabilità, equilibri di bilancio, andamento dei lavori pubblici e stanziamenti del pluriennale: sono numerose le verifiche che i responsabili finanziari degli enti locali devono mettere in campo con l’ultima variazione di bilancio da approvare entro il 30 novembre.

Fondo crediti e Patto 
In corso di esercizio, almeno una volta l’anno in sede di assestamento, gli enti devono adeguare l’importo del Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) inserito nel bilancio all’importo effettivo degli stanziamenti e degli accertamenti utilizzando la medesima percentuale di accantonamento al fondo applicata in sede previsionale. Il principio contabile permette di sfruttare il miglioramento conseguito nella percentuale di riscossione (calcolata come rapporto tra incassi e accertamenti dell’anno), liberando in tal modo una quota del fondo crediti. 
La variazione dell’Fcde impone di aggiornare, con comunicazione da inviare tramite il sito, l’obiettivo del Patto di stabilità, poiché per il 2015 l’obiettivo programmatico è ridotto di un importo pari all’accantonamento all’Fcde. 

Equilibri 
Il prospetto della verifica degli equilibri si arricchisce della voce del fondo pluriennale vincolato in entrata per gli anni 2015-16-17: gli enti verificheranno che l’importo stanziato a tal fine – e suddiviso fra parte corrente e conto capitale – garantisca, insieme agli ex residui attivi reimputati alle medesime annualità, la copertura degli impegni reimputati (per cui gli impegni reimputati devono essere pari alla somma del Fondo pluriennale vincolato e degli accertamenti reimputati). Negli schemi di bilancio ex Dpr 194/96, non esistendo una voce specifica per il Fondo pluriennale vincolato (Fpv), va utilizzata la codifica dell’avanzo. Va ricordato, inoltre, che nella parte corrente del bilancio occorre dare copertura anche allo squilibrio delle partite finanziarie.
Il 30 novembre è il termine ultimo per applicare al bilancio di previsione le quote dell’avanzo. Al riguardo, in considerazione delle nuove regole del pareggio di bilancio, in vigore dal 1° gennaio 2016, è auspicabile che gli enti, applicando l’avanzo generato da risorse proprie, finanzino tutte quelle opere pubbliche, “bloccate” fino a oggi dal rispetto del Patto, per le quali si riesca ad avviare l’evidenza pubblica entro l’anno, condizione che permette la copertura finanziaria negli esercizi successivi con l’Fpv.
Fra le verifiche occorre annoverare anche l’andamento dei lavori pubblici finanziati, in relazione ai quali potranno emergere eventuali scostamenti fra cronoprogramma contabilizzato ed effettivo. Resta in ogni caso salva la facoltà dell’ente di operare le opportune variazioni tra l’Fpv e i correlati capitoli di spesa in sede di riaccertamento ordinario per tutte quelle opere la cui esigibilità maturerà in esercizi successivi.

Bilancio pluriennale 
La variazione di assestamento è l’ultima occasione per aggiornare il bilancio pluriennale con riferimento all’esercizio 2016, in vista dell’applicazione delle nuove regole dell’esercizio provvisorio che dal prossimo anno imporranno di gestire per dodicesimi gli stanziamenti 2016 del bilancio 2015 – 2017. 
In assestamento è necessario anche prevedere l’inserimento di nuovi capitoli (si pensi, ad esempio, alle elezioni per gli enti interessati). 
L’entrata in vigore del piano dei conti integrato, sempre a partire dal 1° gennaio 2016, impone anche lo spacchettamento dei capitoli “calderone” e la creazione di nuovi per adeguarsi, sin dall’inizio dell’inizio dell’anno, alle nuove codifiche del piano dei conti integrato.

Programmi 
Dopo la riscrittura dell’articolo 193 del Tuel, la verifica dello stato di attuazione dei programmi non è più obbligatoria in sede di verifica degli equilibri e la modifica al principio della programmazione approvata dalla commissione Arconet, pur non imponendo la cogenza di tale adempimento, ne raccomanda l’adozione ai fini dell’approvazione del Dup. Del resto dallo stato di attuazione dei programmi discende, per gli enti con popolazione superiore a 15mila abitanti, anche il controllo strategico. Il 30 novembre si prospetta, quindi, anche l’occasione per effettuare, eventualmente con un’unica deliberazione di Consiglio, la verifica dello stato di attuazione dei programmi e l’assestamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *