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Stretta su farmaci e Spa locali nel mirino della maggioranza

Fonte: Il Sole 24 Ore

A due giorni dal termine per la presentazione degli emendamenti il motore della spending review gira già a pieno regime. Mentre Regioni ed enti locali sono al lavoro sulle proposte di modifica da presentare a Governo e Parlamento i partiti cominciano a individuare le aree di intervento su cui concentrarsi. Nel mirino della maggioranza ci sono innanzitutto la stretta sulla farmaceutica, i tagli agli enti locali e la liquidazione delle società “in house”. Ma anche la partita sulla soppressione delle Province potrebbe riservare più di una novità.
La ratio che i senatori seguiranno nell’emendare il Dl – per dirla con uno dei due relatori, Paolo Giaretta (Pd) – è quella di consentire al provvedimento di portare effettivamente a compimento quanto lo stesso dichiara nella sua epigrafe di volere conseguire: arrivare a una «revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini». E, dunque, ferma restando l’invarianza dei saldi – imposta all’Esecutivo e ribadita anche dall’altro relatore Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) – si proverà a spostare i carichi della manovra da un comparto all’altro.
Comune a democratici e pidiellini è l’intenzione di alleggerire il “peso” imposto alla sanità, in generale, e alla farmaceutica, in particolare. Per evitare che la riduzione di spesa, in alcune aree del Paese, si tramuti quasi automaticamente in una sforbiciata alle prestazioni. Le risorse potrebbero arrivare da un ampliamento dei sacrifici imposti ai ministeri. In una misura tale da consentire anche una lieve revisione al ribasso dei tagli sulle autonomie che ammontano a 2,2 miliardi nel 2012 e 5,3 nel 2013.
Altro tema di interesse le Spa pubbliche. Su input degli enti locali, il Pd potrebbe chiedere di rivedere l’obbligo, contenuto nell’articolo 4 del Dl, di mettere in liquidazione o vendere le società in house che svolgono servizi nei confronti della sola Pa. Prevedendo una o più eccezione, ad esempio per quelle realtà che hanno realizzato gare a doppio oggetto. Laddove il Pdl potrebbe invocare un ripensamento sull’estensione del blocco delle assunzioni al comparto sicurezza o sull’eliminazione dell’Ente nazionale per il microcredito.
Tra oggi e domani dovrebbero giungere ai parlamentari le proposte di modifica elaborate da Comuni e Regioni. Con queste ultime impegnate da giorni in un tavolo tecnico con il commissario Enrico Bondi, che anche ieri ha prodotto solo una fumata nera, come confermato dal governatore del Lazio, Renata Polverini.
Entro giovedì andranno depositati invece gli emendamenti dei senatori. Anche se, con il passare delle ore, appare sempre più concreta l’ipotesi che – per evitare il fenomeno di “assalto alla diligenza” si arrivi la prossima settimana in Aula a un maxiemendamento di Governo e relatori su cui verrà posta la fiducia.
Novità in vista infine per le Province. Il Consiglio dei ministri di venerdì dovrebbe fissare i criteri di popolazione ed estensione che gli enti di area vasta dovranno possedere per non scomparire. Il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, era orientato a optare su 350mila abitanti e 3mila chilometri quadrati. Una scelta che consentirebbe di sopprimere fino a 60 amministrazioni più 14 nei territori a statuto speciale. Da qui al Cdm uno dei due parametri potrebbe però cambiare. Ieri è circolata l’ipotesi che quello sull’estensione potesse scendere da 3.000 a 2.500 chilometri quadrati con l’effetto (non si sa quanto indiretto) di portare a 50 le Province in odore di taglio. Ma nessuna conferma è giunta sul punto da Palazzo Vidoni. Anche perché, viene fatto notare, «sul tavolo ci sono almeno altre dieci proposte». E nelle prossime ore, c’è da giurarci, tante altre potrebbero ancora spuntare.

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