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«Spesa sanitaria già tagliata»

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Nessuna scorciatoia sulla sanità. E nessuna decisione in genere sulla manovra bypassando le Regioni. Mentre l’Economia stringe i tempi sui tagli richiesti dalla Ue, i governatori mettono le mani avanti. Pronti a rilanciare, anzi, e a chiedere al Governo per la sanità la copertura dei 480 milioni del superticket sulla specialistica che dal 1 giugno è in bilico e che, se non pagato dallo Stato, dovrebbe essere finanziato dalle Regioni con proprie risorse o con una raffica di ticket. «Deve essere chiaro una volta per tutte che per costruire una politica seria dei conti pubblici, non è più il tempo delle scelte unilaterali», mette in guardia il rappresentante dei governatori, Vasco Errani (Emilia Romagna). Che elenca quattro richieste di principio al Governo: no a manovre recessive, no ai tagli lineari, valutazione concordata sul nuovo percorso del patto di stabilità europeo, utilizzo dei fondi strutturali. E quanto alla sanità, Errani respinge al mittente qualsiasi fuga in avanti sui tagli: «Rispetto al tendenziale la sanità è il comparto pubblico che di più ha ridotto significativamente la spesa, senza dimenticare che nelle classifiche Ocse siamo agli ultimi posti per i finanziamenti». Qualsiasi tentativo di forzare la mano sui costi standard, insomma, sarebbe fuori luogo, tanto più nell’incertezza sui Lea (livelli essenziali di assistenza): «Si chiarisca quali sono e quali prestazioni il Governo vuole continuare a garantire». Insomma, sulla sanità sarà ancora una volta una partita a ostacoli. Al Nord come al Sud, se è vero che anche Veneto e Piemonte, ad esempio, sono alle prese con i deficit e i piani di rientro. Il progetto del Governo (anticipato il 9 giugno scorso da Il Sole 24 Ore) di recuperare dai 4 ai 6 miliardi dall’applicazione fin dal 2013 dei costi standard, fa così salire la tensione fra le Regioni. Massimo Russo, assessore in Sicilia, teme pesanti contraccolpi: «In questo modo i costi standard affosseranno il Sud. Prima si deve riorganizzare il sistema, come stiamo facendo. E insieme andrà attivata la perequazione infrastrutturale, altrimenti non sarà un federalismo equo, ma solo un sistema in cui avrà di più solo chi già oggi ha di più, mentre chi ha meno andrà ancora più indietro». Costi standard salva conti fin dal 2013? Ironizza il governatore della Toscana, Enrico Rossi: «Improponibile, discorsi teorici fatti a tavolino da apprendisti stregoni che non hanno mai provato ad amministrare la sanità. Sarebbero quasi da rimpiangere i tagli proposti dai vecchi conservatori che dichiaravano insostenibile una sanità uguale per tutti». Ma la Toscana, che ha i conti di Asl e ospedali quasi a posto, non avrebbe tutto da guadagnare dall’efficienza imposta a tutti con i costi standard? «Lo dico dall’alto, sì dall’alto di una Regione che tipicamente e più di una volta ha dimostrato di avere parametri e performance ai migliori livelli. Circola da tempo nel dibattito sui costi della sanità un dottor Stranamore che veste panni diversi ma che ha imparato ad armare la bomba che può distruggere il servizio sanitario universalistico e ogni tanto prova ad innescarla».

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