I primi passi per la semplificazione delle comunicazioni al fisco – contenuti nel decreto di venerdì – devono essere il preludio di un intervento più strutturale. È ormai necessario sostituire la maggior parte degli adempimenti comunicativi in campo Iva (elenco clienti-fornitori, elenchi riepilogativi delle operazioni comunitarie, comunicazioni black list) ricorrendo all’introduzione (se vogliamo ancora su base volontaria) della fattura elettronica. Questo meccanismo imporrebbe ai contribuenti di redigere il documento secondo un modello standardizzato con una serie di informazioni obbligatorie supplementari, ma offre il vantaggio di evitare lo stillicidio di comunicazioni da compilare (con non poca fatica) e inviare con periodicità mensile, trimestrale e annuale. L’utilizzo, poi, di formati pubblici standardizzati può consentire al fisco di poter richiedere informazioni o di poter accedere a distanza nei singoli campi della fattura realizzando così in tempo reale controlli incrociati.
Solo la fattura elettronica può superare gli obblighi
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