Nuovo rinvio per l’applicazione dei fabbisogni standard al finanziamento dei comuni. Il dl 16/2014 di fatto rimanda la partita al 2015, mentre per quest’anno si continueranno ad applicare meccanismi analoghi a quelli utilizzati nel 2013, con un occhio di riguardo a favore degli enti più in difficoltà nel quadrare i conti. Di fabbisogni standard si parla ormai da diversi anni: essi dovrebbero misurare l’efficacia e l’efficienza delle gestioni, per contenere gli sprechi e premiare le amministrazioni virtuose. La normativa sul federalismo fi scale ha affidato il compito di calcolare i relativi parametri a Sose e Ifel: il lavoro (basato sui dati raccolti mediante questionari e ormai completato) è stato enorme, ma al momento solo quelli riguardanti la polizia locale sono stati formalmente approvati. Ecco perché fi nora i fabbisogni standard non sono mai stati utilizzati come parametro per assegnare le risorse, ma solo (e occasionalmente) per quantificare i tagli previsti dalle manovre finanziarie. L’ultima legge di stabilità ci aveva riprovato, prevedendo che il 10% del fondo di solidarietà comunale (circa 650 milioni) venisse distribuito fra i sindaci in base ai fabbisogni standard: i più bravi avrebbero potuto prendere una percentuale più alta, gli altri più bassa. Ma il dl 16 ha rinviato tutto di un anno. Per il 2014, infatti, l’applicazione dei fabbisogni standard è stata subordinata a un’intesa che dovrebbe essere raggiunta in Conferenza Stato-città e autonomie locali entro venerdì prossimo. Ma si tratta di una mission impossible e quindi i 650 milioni finiranno nel calderone insieme al restante 90% del fondo. Lo stesso decreto ha anche svincolato i 500 milioni già stanziati dalla legge 147/2013 per finanziare le detrazioni Tasi, aggiungendovi altri 125 milioni: tali somme finiranno nelle casse dei comuni che, avendo già l’Imu al massimo, non possono applicare il nuovo tributo sui servizi indivisibili neppure ad aliquota base. In generale, quindi, non si tratta delle amministrazioni più virtuose, posto che di norma avere una pressione fi scale molto elevata è sintomo di bilanci traballanti. E i fabbisogni standard? Se ne riparlerà il prossimo anno, sempre che nel frattempo l’iter di approvazione venga completato.
Slittano ancora i fabbisogni standard
Italia OggiLeggi anche
Ristrutturazione edilizia: i nuovi confini della demolizione e ricostruzione
La giurisprudenza ridisegna le regole del gioco tra libertà progettuale e neutralità morfologica. Pe…
18/03/26
Pressing bipartisan sullo stop all’obbligo di pubblicare aiuti PA
Maggioranza e opposizione propongono di eliminare gli oneri per le imprese. Continua la corsa anche …
17/03/26
La Cassa Depositi e Prestiti apre la rinegoziazione dei prestiti per gli Enti locali
La CDP ha annunciato l’apertura della procedura di rinegoziazione dei prestiti concessi agli Enti lo…
12/03/26
Rendiconto 2025, pubblicato il modello di relazione dei revisori
Dal CNDCEC il documento per gli Enti locali con check-list operative, allineato alle Linee guida del…
11/03/26
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento