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Sicurezza stradale: giro di vite dell’UE sui conducenti che commettono infrazioni stradali all’estero

Raggiunto un accordo tra i Ministri dei trasporti Ue riunitisi il 2 dicembre scorso a Bruxelles: d’ora in avanti i conducenti che commettono infrazioni al codice della strada  al di fuori del proprio paese verranno sanzionati.
Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e responsabile per i trasporti, ha dichiarato: “Le probabilità che un conducente straniero commetta un’infrazione sono tre volte superiori rispetto ad un residente. Molti pensano che quando sono all’estero le norme non valgono nei loro confronti. Voglio ribadire invece che esse valgono per tutti e che intendiamo farle applicare.”
I dati a disposizione dell’UE indicano che i conducenti stranieri rappresentano il 5% del traffico ma sono responsabili del 15% delle infrazioni commesse. Molte infrazioni restano impunite perché gli Stati non sono in grado di perseguire i responsabili dopo che questi sono tornati nel loro paese.

Le proposte
La proposta di direttiva sull’applicazione transfrontaliera delle norme in materia di sicurezza stradale mira a porre rimedio a questa situazione. I ministri hanno raggiunto un accordo su un testo imperniato sulle infrazioni che hanno gravi conseguenze per la sicurezza stradale, tra cui i quattro “big killer” che provocano il 75% delle vittime della strada:

  1. la velocità
  2. il mancato rispetto dei semafori
  3. il mancato uso delle cinture di sicurezza
  4. la guida in stato di ebbrezza
    nonché,
  5. la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti
  6. il mancato uso del casco
  7. l’uso non consentito di una corsia di emergenza
  8. l’uso del telefono cellulare durante la guida.

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