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Si torna al lavoro sul d.d.l. PA, ecco le modifiche al Senato

Torna sotto esame, in commissione Affari costituzionali al Senato, il famigerato DDL Pubblica Amministrazione (Riforma PA) di Marianna Madia. In linea generale, si tratta di un decreto delegato che tratta diversi aspetti, tra i quali:

  • riforma del pubblico impiego
  • riordino delle Camere di commercio,
  • poteri del premier
  • governo del territorio

Marianna Madia, in merito al DDL Pubblica Amministrazione, ha rilasciato prima di Natale un’intervista abbastanza interessante a Repubblica nella quale ha parlato di un’emendamento già pronto sui controlli per le assenze degli statali, con il trasferimento delle competenze dalle Asl all’Inps. Addirittura il ministro ha spiegato come sia già iniziato il lavoro sui decreti attuativi della riforma. In teoria il provvedimento si potrebbe chiudere già a marzo-aprile.

DDL Pubblica Amministrazione: la parte operativa per la PA

L’aspetto probabilmente più interessante per la PA riguarda i dirigenti pubblici: la Ragioneria dello Stato ha chiesto alcuni chiarimenti. Fonti di governo danno per certo lo stralcio dell’articolo 8, che contiene le “definizioni di Pubblica amministrazione”.

Al momento, l’articolo elenca gli enti che possono essere considerati PA e a cui poi saranno applicate le nuove norme contenute nella riforma. In particolare vengono definite le amministrazioni statali, territoriali, nazionali, di istruzione e cultura, pubbliche, soggetti di rilievo pubblico e organismi privati di interesse pubblico. Infine, il governo lavora sulle competenze che dovranno avere i Prefetti nell’ambito della riforma degli uffici territoriali.

DDL Pubblica Amministrazione: il capitolo assenteismo

La risoluzione della questione assenteismo dovrebbe avvenire tramite ”un sistema di data mining e all’archivio dei certificati online di cui l’Inps ha la gestione“. E’ quanto trapela da fonti della stessa Inps. Il DDL Madia, fra l’altro, prevede anche la pensione anticipata per i lavoratori statali.

Ci occuperemo del pubblico impiego, di modo che – ha scritto Matteo Renzi nel suo messaggio di inizio 2015 su popolare social network – non accadano più vicende come quella di Roma dove la notte del 31 dicembre l’83% dei vigili urbani è rimasto a casa per malattia o donazione sangue“.

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