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Settimana delle piccole scuole: “Presidii insostituibili per tenuta sociale territori”

Settimana delle piccole scuole

Mantenere il presidio insostituibile delle scuole, indispensabili per la tenuta dei nostri territori ed al tempo stesso poli di formazione di qualità. Quando parliamo di piccole scuole siamo ben consapevoli di avere a che fare con territori fragili, a rischio spopolamento ed in molti casi in concomitanza delle aree Interne, quindi a rischio spopolamento ed invecchiamento demografico”. Ad affermarlo è il coordinatore per l’Umbria dei piccoli Comuni ANCI, Federico Gori, intervenuto la scorsa settimana all’evento organizzato da Indire “Piccole Scuole: una risorsa per i territori” nell’ambito della Settimana delle Piccole Scuole, che si tiene dal 2 all’8 dicembre presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

“Le piccole scuole – ha spiegato Gori – nonostante le mille difficoltà quotidiane hanno ancora bisogno di persistere in realtà più ‘ostili’, per invertire la rotta e tramutare in opportunità quelli che attualmente sono considerati problemi nei piccoli Comuni”. Gori ha poi rimarcato di considerarsi “orgogliosamente un sindaco di campagna, ben consapevole dell’importanza della scuola per mantenere intatti tessuti economici e sociali che patiscono diverse problematicità in fatto di sviluppo economico e sociale”.

Gori ha poi ribadito che oggi molte delle scuole collocate nei territori marginali “subiscono il fenomeno delle pluriclassi che per noi è più che altro un presagio di chiusura delle strutture. Per questo – ha aggiunto – risulta indispensabile rivedere i parametri che regolano le formazioni delle classi nelle realtà più disagiate come le aree montane e interne del Paese”.

Infine il coordinatore Piccoli Comuni dell’Umbria ha poi ricordato come l’Associazione dei Comuni “ha approvato nel 2017 l’Agenda per il controesodo che evidenzia, tra l’altro, la tutela della scuola e dell’istruzione come valori fondamentali anche per contrastare lo spopolamento delle aree più marginali. E in particolar modo per contrastare il disagio educativo ed evitare che in futuro ci siano cittadini di serie A e di serie B. Per questo occorre appunto affrontare con estrema urgenza il tema con gli attori principali, governo in primis”, ha concluso.

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