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Semplificazioni, versamenti Inps più tracciabili. Il calendario per snellire la burocrazia

Fonte: Il Sole 24 Ore

I pagamenti previdenziali all’Inps trasferiti obbligatoriamente sui canali elettronici, a prescindere dall’importo, a partire dal 1° maggio; le domande di partecipazione ai concorsi pubblici destinate a seguire la stessa strada, abbandonando del tutto la carta, dal 30 giugno, mentre è il 10 agosto la data chiave per trasportare sul canale digitale le comunicazioni fra pubbliche amministrazioni oggi ancora ancorate alle vie tradizionali.
Il decreto sulle semplificazioni (Dl 5/2012, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» di giovedì e quindi in vigore da ieri) avvia da subito il tentativo di snellire la vita degli italiani nel rapporto con la burocrazia, attraverso una serie di regole immediatamente operative (dalla tagliola contro i ritardi degli uffici all’ampliamento della validità di carte d’identità e tessere di riconoscimento rilasciate dalla Pa; si veda Il Sole 24 Ore di ieri). In 25 dei 63 articoli che lo compongono, però, il provvedimento fissa uno scadenziario dell’applicazione di un consistente gruppo di regole, che spesso devono passare attraverso regolamenti e decreti attuativi prima di arrivare al traguardo. Il bilancio complessivo degli effetti delle semplificazioni studiate dal Governo dipende in larga parte da questo secondo capitolo di misure.
Calendario alla mano, il primo ingresso in campo di una novità che impatta direttamente sui cittadini sarà quello dei pagamenti tracciabili all’Inps, che non ha bisogno di provvedimenti attuativi e richiede solo un po’ di attesa per comunicare la novità ai cittadini: dal 1° maggio, per effettuare i versamenti si potrà ricorrere solo a strumenti di pagamento elettronici bancari o postali, comprese le carte prepagate.
Per il 10 maggio, invece, è previsto l’appuntamento con il cambio di residenza in tempo reale. In pratica, il decreto taglia i tempi delle pratiche per chi si trasferisce da un Comune all’altro o costituisce un nuovo gruppo famigliare: la domanda al Comune di destinazione va presentata entro 20 giorni dal verificarsi del «fatto», e l’ente deve provvedere a registrare il tutto entro due giorni lavorativi, affrettandosi ad avvisare il Comune di partenza per stoppare gli effetti anagrafici riferiti alla vecchia situazione del cittadino. Nelle prime bozze, il provvedimento prevedeva l’avvio immediato del nuovo sistema, ma la versione approvata in via definitiva introduce un intervallo di 90 giorni: prima, infatti, bisogna rivedere il regolamento generale dell’anagrafe (Dpr 223/1989) per armonizzare le procedure dei controlli ed evitare il rischio di una «doppia presenza» del cittadino nell’anagrafe del Comune di partenza e in quella dell’ente di destinazione.
Più brevi, invece, i tempi di attesa previsti per la scuola. Le linee guida ministeriali per tradurre in pratica il rafforzamento dell’autonomia scolastica, con le modalità di definizione dell’organico locale e delle reti di istituti, dovranno vedere la luce entro 60 giorni. Termini analoghi sono previsti per l’edilizia scolastica, che attende due provvedimenti: le norme quadro per la sicurezza e il piano di investimenti che dovrà uscire dal Cipe.
I canali digitali, secondo le previsioni del decreto, attirano a sé anche le domande di partecipazione ai concorsi banditi dalle Pubbliche amministrazioni, che dovranno abbandonare del tutto la carta a partire dal prossimo 30 giugno. La banca dati nazionale degli appalti, rilanciata dal Dl 5/2012 per facilitare la vita delle imprese che partecipano a più bandi e oggi devono ripresentare ogni volta la documentazione sui requisiti, è invece chiamata ad aprire i battenti dal 1° gennaio prossimo. Più lente le innovazioni universitarie, che solo dal 2013/2014 porteranno in digitale le iscrizioni e le registrazioni degli esami.

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