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Seconda chance per il consolidato delle Pa centrali

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ripartiranno la prossima settimana i lavori sul decreto legislativo che introduce il bilancio consolidato nelle amministrazioni pubbliche, e attua la delega contenuta nella legge 196/09 di riforma della contabilità pubblica. I termini scadono il 31 maggio, nella prima tornata al consiglio dei ministri è stato approvato solo uno dei due decreti di riforma, quello che introduce il «piano integrato dei conti» e impone una nuova classificazione e un’iniezione di trasparenza ai conti pubblici (si veda «Il Sole 24 Ore» del 16 aprile). A stoppare il provvedimento sul bilancio consolidato, che nasce per unire i conti delle pubbliche amministrazioni e delle società controllate come accade per le holding private, sono state una serie di «perplessità» tecniche sul testo proposto nate tra Palazzo Chigi e Via XX Settembre. I nodi fondamentali sono legati all’ambito di applicazione del bilancio consolidato. La norma fa riferimento alle Pubbliche amministrazioni comprese nell’elenco Istat, con l’eccezione di Regioni ed enti locali che troveranno la loro nuova disciplina nei decreti sui bilanci legati al federalismo fiscale. Il testo arrivato sul tavolo del consiglio dei ministri esclude anche la sanità, per la sua correlazione con i bilanci regionali, ma questa “esenzione” non è presente nella delega. Critica, invece, è stata considerata l’inclusione dei ministeri, che il comitato per i principi contabili ha considerato essenziali nell’architettura del bilancio pubblico ma che sollevano più di una resistenza all’introduzione delle nuove regole. Al di là dei soggetti interessati, le richieste di chiarimenti giunte dai ministeri coinvolti riguardano poi le caratteristiche degli enti, aziende e società che fanno scattare il consolidamento; secondo lo schema di Dlgs, infatti, il bilancio consolidato non si limita alle realtà in cui la Pa ha la maggioranza dei voti (o nomina la maggioranza dei vertici), ma si può estendere anche agli enti che con il loro «andamento» hanno effetti positivi o negativi sul bilancio della Pa. Un concetto, quest’ultimo, ritenuto troppo indeterminato e bisognoso di «precisazioni».

LA PAROLA CHIAVE

Bilancio consolidato
Il bilancio consolidato serve a unire in un solo conto economico i risultati della gestione dell’ente pubblico con quello delle società, enti e aziende controllate. Questo strumento, finalizzato anche a far “dialogare” i conti pubblici italiani con i sistemi di controllo dei conti in sede europea, prevede l’affiancamento della contabilità economico-aziendale alla attuale contabilità di cassa che governa i bilanci della Pubblica amministrazione centrale. In prospettiva, l’adozione del bilancio consolidato potrà essere prevista anche per Regioni ed enti locali, nell’ambito dei decreti attuativi sul federalismo fiscale.

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