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Scossa a Milano, ma trema Monti

Fonte: Italia Oggi

Il terremoto politico-giudiziario di Milano fa tremare il governo a Roma. L’aut aut del leader della Lega, Umberto Bossi, all’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi: o butta giù il governo di Mario Monti o cade la giunta della Lombardia guidata da Roberto Formigoni, ieri si è arricchito di un ulteriore nota di colore. «Mezza calzetta» e «poco furbo» sono gli epiteti riservati dal leader della Lega all’ex alleato di governo proprio mentre Berlusconi stava passando a pochi metri di distanza (tra i due nemmeno uno sguardo). «Non accettiamo ultimatum né provocazioni», ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano. «Io sono sereno, al momento opportuno il centrodestra sarà compatto», ha gettato acqua sul fuoco Berlusconi.

Formigoni velenosetto
«La Lega non farà questo errore», ha spiegato non senza malizia Formigoni, aggiungendo che nella sua giunta non c’è «nessuno inquisito» mentre «ci sono delle indagini in corso nei confronti di alcuni membri del Consiglio regionale, ma, francamente», ha spiegato, «questi consiglieri regionali appartengono a partiti diversi, sia di maggioranza, sia d’opposizione e anche della stessa Lega».

Che tabella di marcia il Prof
L’aula della Camera ieri ha votato a favore della questione di fiducia posta dal governo sul dl Milleproroghe.
I sì sono stati 548, i no 74, 5 gli astenuti.Martedì ci sarà il voto finale sul provvedimento che poi passerà al Senato. Oggi il Consiglio dei ministri voterà il decreto legge sulla Semplificazione amministrativa, ma in preparazione c’è anche un decreto di semplificazione fiscale. Il ministro Filippo Patroni Griffi ha scelto come bandiera per il provvedimento la possibilità di fare documenti online con effetto immediato.

Il Milleproroghe è chiuso
Ma nel testo potrebbero trovare spazio anche i nodi che il Milleproroghe ha lasciato irrisolti, come i cosiddetti lavoratori esodati nelle società a totale partecipazione pubblica, la previsione di indennizzi per le aziende in crisi, i pagamenti telematici nella pubblica amministrazione. I partiti ritengono che sia ancora aperta anche la partita del condono delle affissioni abusive. Ieri, nel Pdl c’è stato uno scontro tra Ignazio La Russa e Fabrizio Cicchitto colpevole di aver ceduto al pressing del governo.

Venerdì nero nei trasporti
Domani si fermeranno treni, aerei, traghetti e il trasporto pubblico locale. Una mobilitazione generale che mira a fermare l’Italia e che ha la sigla unitaria di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Per tutti, il governo ha peggiorato la condizione dei trasporti in Italia «attraverso il decreto Cresci-Italia». Come si può fare allora? Servono risorse. È accaduto comunque che il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, abbia invitato il governo a fermare lo sciopero dei Tir. L’Ue vuole garantita la libera circolazione delle merci.

Gli ottimati sono ottimisti
Cauto ottimismo ieri al Quirinale intorno all’ora di pranzo. In vista del Consiglio europeo di lunedì a Bruxelles (subito dopo il trilaterale con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy) Monti è salito al Colle per incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Convitati il ministro per le Politiche europee Enzo Moavero Milanesi, il vice-ministro dell’Economia Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù e il rappresentante permanente d’Italia presso l’Ue Ferdinando Nelli Feroci.

Stipendi bassi, prezzi alti
Forse è il caso che il governo si occupi del cuneo fiscale e previdenziale per ridurlo e fornire più soldi in mano ai dipendenti. L’Istat, infatti, ha stabilito che la forbice tra stipendi e prezzi si è allargata fino a raggiungere la distanza maggiore dall’agosto del 1995.

Arresti a bassa velocità
Cortei spontanei di protesta con alcune centinaia di persone per le strade di Genova e Milano, ieri sera, per il blitz anti-No Tav che ha portato a decine di arresti, compresi due ex terroristi. Lo sbocco di un’inchiesta della Digos e della Procura di Torino sulla guerriglia che si scatenò in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno.

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