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Scatta il taglio delle agevolazioni fiscali

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Chiusura della fase ricognitiva entro fine mese, poi le relazioni conclusive e il rush finale verso il via libera del ddl delega. Il timing per la riforma fiscale, così come indicato nel «Programma nazionale di riforme» al varo oggi da parte del Consiglio dei ministri, appare quanto mai impegnativo anche per quel che riguarda i contenuti. Si parte dalle 240 voci di erogazione di spesa, sotto forma di deduzioni, detrazioni e sconti di diversa natura, che stando ai calcoli più recenti erodono un gettito che supera i 120 miliardi. Entro fine aprile il gruppo di lavoro presieduto da Vieri Ceriani, capo del servizio rapporti fiscali della Banca d’Italia, presenterà al ministro dell’Economia Giulio Tremonti il quadro dei possibili interventi per sfoltire e accorpare l’attuale struttura delle «tax expenditures». Si lavora a una complessa operazione di riclassificazione su nove codificazioni. Ad ogni voce, verranno assegnati i relativi codici di appartenenza. Gli assegni al coniuge rientreranno nella prima categoria degli sconti Irpef, mentre altre tipologie come le riduzioni di aliquote di accise fissate dalle direttive finiranno nel secondo gruppo. Poi si passa alle «misure finalizzate a interventi sul Welfare». Una volta varato il ddl delega, partirà l’esame parlamentare e successivamente i relativi decreti legislativi. Ovviamente, il tutto nella prospettiva che la legislatura non si chiuda prima del 2013. A quel punto il lavoro ricognitivo dei quattro tavoli di lavoro potrà costituire comunque la base per la riforma del prossimo governo. Sul tappeto anche la predisposizione di un codice unico delle norme tributarie che, come ha annunciato la scorsa settimana il presidente del Consiglio, servirebbe a offrire «norme certe a cui ottemperare». Quanto al tavolo di lavoro sulla spesa pubblica presieduto da Piero Giarda, si lavora a una ricognizione a tutto campo che condurrà in primo luogo alla classificazione per tipologie di spesa, cui seguirà una panoramica dei possibili interventi. Un capitolo a parte è riservato alla valorizzazione del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di contribuire per questa strada alla riduzione della spesa per interessi che pesa per oltre 70 miliardi l’anno sul bilancio pubblico. Si punta ad analizzare non solo i beni immobiliari, ma anche la loro gestione e i costi delle società partecipate. Risparmi da utilizzare per coprire parte dei costi della riforma fiscale, ma anche un lavoro comunque prezioso di ricognizione dei mille rivoli che alimentano la nostra spesa pubblica. Razionalizzazione e riqualificazione, dunque. Operazione ancor più importante e impegnativa, se la si collega al percorso del federalismo fiscale avviato con i decreti attuativi della relativa legge delega.

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