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Saranno donne 6 assessori su 12

Fonte: Il Sole 24 Ore

MILANO – La squadra di governo ancora non c’è. Lo staff di Pisapia si metterà a lavoro su questo punto già da domani. Il neo sindaco ha precisato che tutto sarà pronto nel giro di 15 giorni. La strategia di Pisapia è stata proprio quella di non parlare prima della vittoria di assessori e incarichi, in modo da non subire nessun tipo di “forzatura” da parte dei partiti. Adesso che la vittoria è schiacciante, può permettersi di agire con più libertà e scegliere senza pressioni, dicono i suoi consiglieri più fidati. Nessun nome, dunque, solo qualche indiscrezione. Con una certezza, però, l’unica a cui Pisapia dice di non voler rinunciare: gli assessori saranno 12, come prevede la legge, e le donne sei. L’impegno che si è preso durante la campagna elettorale verrà quindi rispettato. È evidente che Pisapia, nel formare la sua squadra di governo, non potrà non tenere conto delle preferenze ottenute dai candidati e della loro competenza settoriale (per esempio, la donna più votata è l’attuale consigliera Carmela Rozza, esperta di edilizia; l’uomo che ha preso più preferenze è Stefano Boeri, capolista Pd, già avversario di Pisapia alle primarie; mentre un’altra donna molto apprezzata da Pisapia è Daniela Benelli, già assessore alla cultura alla provincia di Milano). E probabilmente penserà anche alla forte fiducia personale che lo lega ad alcuni politici locali (come Davide Corritore e Maurizio Baruffi, i due “eretici” del Pd che lo sostennero già alle primarie, sebbene il partito indicasse Boeri) e ai due “registi politici” della campagna: Gianni Confalonieri e lo spin doctor Roberto Basso. Una volta risolta la questione della giunta, si passerà ai ruoli dirigenziali. Prima di tutto, il direttore generale. Il contratto dell’attuale city manager della Moratti, Antonio Acerbo, esperto di urbanistica, è stato prorogato di 4 mesi. Poi Pisapia dovrà scegliere qualcuno particolarmente fidato. Dopodiché, già a partire dal prossimo anno, la nuova giunta dovrà occuparsi delle nomine delle partecipate, cominciando da quelle il cui cda è in scadenza (A2a). Anche in questo caso la “quota rosa” sarà uno degli elementi di valutazione della nuova amministrazione: Pisapia, pur non parlando mai di quote, ha detto che favorirà anche nell’ambito dirigenziale e manageriale l’ingresso del maggior numero di donne possibile. Ancora prima di guardare alla squadra, è chiaro che dal ballottaggio il consiglio comunale appare stravolto. I consiglieri passeranno da 60 a 48 per effetto della norma nazionale. Il Pdl, che nel 2006 ne aveva eletti 30, sia a causa del calo del 7% dei consensi che della riduzione dei seggi, quest’anno ne ha solo 11. Il Pd invece diventa il primo partito, passando da 15 consiglieri a 20.

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