La giunta Vendola riparte dalla Fiera del Levante snobbata da Berlusconi e si concentra sul piano di rientro dal deficit sanitario che il governo sta negando alla Puglia per mano del ministro del-l’Economia Giulio Tremonti. Quasi una giunta monotematica sulla sanità, quella di ieri, convocata nello stand della Regione Puglia in Fiera, prima che il governatore Nichi Vendola svolgesse il suo giro istituzionale tra gli stand della Campionaria. A essere approvata, infatti, non è stata solo la leggina che blocca le internalizzazioni del personale precario (come richiesto dal governo) che va in aula il 22 settembre. La giunta ha varato un altro disegno di legge che assegna fondi alle Asl per la copertura dei propri debiti e approvato il regolamento per l’assistenza riabilitativa domiciliare. Ma è sul piano di rientro che l’assessore alla Sanità Tommaso Fiore ha concentrato la sua attenzione. Perché è quella la partita più delicata con i 500 milioni di euro per la Puglia incagliati a Roma e il destino lavorativo di cinquemila precari che erano a un passo dall’assunzione nella sanità pubblica. Il ddl è di tre articoli. Il primo blocca le procedure di internalizzazione del personale ma fa salve quelle già aperte (anche se non concluse) entro il 6 agosto scorso, la data in cui è arrivata la lettera delle condizioni poste dal governo Berlusconi per firmare il piano pugliese. Il secondo articolo prevede il blocco del turnover: i manager non possono rimpiazzare con nuove assunzioni i dipendenti che vanno in pensione ma devono arrangiarsi con la mobilità. Terzo articolo sui tetti di spesa: le cliniche private non potranno sforare il budget. Sono norme temporanee: s’aspetta la sentenza della Corte costituzionale proprio sulla parte della legge omnibus del febbraio scorso che sollecita i manager a fare le internalizzazioni, impugnata dal governo. La giunta pugliese punta a ridurre i danni, congelando le assunzioni ma, su un altro fronte, quello della sanzione per lo sforamento del patto di stabilità, dopo averlo subìto il danno, ieri ha provveduto a evitare la beffa ed ha girato sul deficit delle Asl (che è fuori dal patto di stabilità) le risorse congelate a causa della sanzione. Un’operazione da 63 milioni di euro sul 2010 e di altri 35 milioni sul 2011. Infine il regolamento regionale per l’assistenza domiciliare di riabilitazione: la giunta ha preso atto dei nuovi requisiti per le strutture pubbliche e private. La nuova tariffa per una prestazione di riabilitazione domiciliare sarà di 42,29 euro ma la dotazione organica prevede che si debbano erogare 25 prestazioni al giorno con 6 fisioterapisti, un logopedista a 36 ore settimanali e un medico specialista per 13 ore alla settimana.
Sanità, stop a stabilizzazioni e turnover
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