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Riforma pubblico impiego: spazi aggiuntivi per le Pubbliche Amministrazioni con costi leggeri di personale

Riforma pubblico impiego

La presentazione in Parlamento, avvenuta questa settimana, degli schemi di decreto relativi al processo di riordino del pubblico impiego costituisce un rilevante passo in avanti nel percorso della Riforma Madia, andando a toccare ingranaggi decisivi della Pubblica Amministrazione italiana.

Tra i nodi più rilevanti investiti dai due provvedimenti approvati affiora quello dei costi del personale: si inaugura infatti il processo di superamento degli organici attuali che saranno sostituiti da una programmazione che potrà differenziare i vincoli di turn over anche all’interno di singoli settori della PA. Obiettivo del decreto legislativo che interviene sul Testo Unico del pubblico impiego (Tupi), è infatti quello di premiare gli enti in base alle attività svolte e quindi al bisogno di personale necessario per garantirle. Per questo le PA saranno tenute ad adottare un piano triennale dei fabbisogni di personale. Proprio su questi dovranno essere misurati i concorsi per le nuove assunzioni (con la possibilità di ottenere spazi aggiuntivi di assunzione laddove il costo attuale del personale è più basso).
Un parametro possibile è il rapporto fra le spese per gli stipendi e le entrate stabili di ogni ente, mentre per gli enti territoriali è stato ipotizzato un sistema premiale nei confronti di chi, oltre a tenere basse le spese di personale in rapporto alle entrate, ha mantenuto livelli virtuosi di salario accessorio e ha rispettato i vincoli generali di finanza pubblica.
Di conseguenza emergerebbe la possibilità di distribuire un doppio premio: spazi più ampi per le assunzioni e maggiori risorse da dedicare ai fondi per il salario accessorio.

>> Consulta qui le modifiche al T.U. pubblico impiego approvate fino ad ora dal Governo.

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