Riforma p.a., per l’Anci determinante il contributo dei comuni, pronti al confronto

L’Unscp esprime forte apprezzamento per le parole dell’Anci: sostiene la necessità di non abolire ma piuttosto di riformare e modernizzare il ruolo del Segretario

7 Maggio 2014
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“I punti salienti della riforma della p.a. annunciata dal Governo dopo l’ultimo Consiglio dei Ministri riprendono molte delle richieste che da anni l’Anci presenta. Siamo pronti a confrontarci, convinti che le riforme possano avere successo solo se si fanno partendo dal basso e nel rispetto delle autonomie locali. Per questo apprezziamo il metodo del coinvolgimento e della condivisione, e attendiamo di avviare gli incontri di approfondimento che i ministri Lanzetta e Madia hanno assicurato”. È quanto afferma il sindaco di Chieti e delegato Anci al personale Umberto Di Primio.

“La riforma della dirigenza di vertice e il rafforzamento delle figure apicali degli enti sono obiettivi che i comuni auspicano. In particolare – spiega Di Primio – la revisione dello status dei segretari comunali è un’urgenza rispetto alla quale l’Associazione ha presentato una proposta organica ai precedenti governi, con l’obiettivo di dotare le amministrazioni di una dirigenza forte. Se è irrinunciabile la figura del segretario, è altrettanto vero che questa deve adeguarsi alle esigenze di una moderna amministrazione degli enti locali. Il segretario quale figura dirigenziale apicale e di coordinamento della dirigenza, scelto sempre attraverso lo spoil system, è un primo passo in tal senso”.

Di Primio sottolinea inoltre “l’esigenza di procedere ad un rinnovamento generazionale nel comparto pubblico: per fare un esempio, nei comuni oltre il 50% del personale ha più di 50 anni, nel sottoinsieme dei dirigenti questa percentuale supera il 70%. Ma si tratta di dinamiche innescate da precise scelte normative che abbiamo cercato di cambiare in ogni occasione utile, in  un’accesa dialettica con i tanti interlocutori che si sono succeduti negli ultimi dieci anni. La situazione – sottolinea il delegato Anci – non potrebbe essere diversa visto il blocco dei turnover, che ha azzerato il ricambio generazionale, ed il blocco della contrattazione, che ha sterilizzato i sistemi di valutazione delle performance e mortificato il personale degli enti. Su tutti questi temi – ribadisce infine Di Primio – l’Anci ha già fatto proposte precise ed è pronta al confronto con il Governo”.

La posizione dell’Anci è stata apprezzata molto dall’Unscp, perché “sostiene la necessità di non abolire ma piuttosto riformare e modernizzare il ruolo del Segretario, confermando la valenza della figura per le autonomie locali”.

Redazione

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