ROMA – I beni confiscati alla mafia escono dal limbo della burocrazia e il Viminale preme sull’acceleratore della loro destinazione allo stato e alla società civile. In 59 giorni di vita della neonata agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, guidata dal prefetto Mario Morcone, sono stati già destinati 114 beni sottratti alla criminalità organizzata, più un’altra decina proprio ieri assegnati alla procura della Repubblica di Bari. In media, sono circa due beni al giorno che ritornano quotidianamente nella legalità. A Roma, dov’è stata inaugurata una sede dell’agenzia dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni – quella principale è a Reggio Calabria – si preannuncia che entro l’anno apriranno altri uffici: a Palermo, dove ci sono 4.918 beni confiscati da destinare, a Napoli (1.607), a Milano (906). «L’Agenzia è una struttura strategica: rappresenta la punta di diamante, insieme alla cattura dei latitanti, nel contrasto alle mafie» afferma il ministro dell’Interno. E ha aggiunto: «Negli ultimi mesi c’è stato uno straordinario incremento dei sequestri: questa è la strada maestra per colpire al cuore la criminalità organizzata. Ma – ha sottolineato Maroni- non bastano sequestri e confische, i beni devono essere subito messi a disposizione della società. Così si dimostra che lo Stato riesce ad andare fino in fondo». Morcone ha poi rilevato che, secondo gli ultimi dati, ci sono «10.919 beni confiscati, tra cui 1.306 aziende. Il tema bollente è proprio la gestione delle aziende: l’obiettivo è dimostrare che anche lo Stato può farlo. Noi lavoriamo per stringere intese con Confindustria, Abi, associazioni di categoria, ma anche con la società civile e le università ». Dei 10.919 beni confiscati, la metà (5.262) sono stati consegnati, in prevalenza a regioni, province e comuni.
Restituiti alla legalità due beni al giorno
Mafia. Maroni fa il bilancio dei primi due mesi dell’agenzia nazionale
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