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Regione a caccia di 860 milioni

Fonte: Il Sole 24 Ore Sud

PALERMO – La legge finanziaria e il bilancio della Regione Sicilia sono approdati ieri all’Ars. Dopo la breve pausa per le feste pasquali è stata avviata la discussione generale che dovrebbe portare all’approvazione nel più breve tempo possibile dei documenti finanziari: sabato, infatti, scadono i termini dell’esercizio provvisorio. La scorsa settimana è passato in commissione Bilancio un testo della finanziaria alleggerito più per motivi politici (il governo non ha la maggioranza in questa commissione) che tecnici. Si tratta di 17 articoli che prevedono, innanzitutto, l’accensione di un mutuo da 860,964 milioni in attesa che vengano erogati i fondi Fas (ma pare che tra governo regionale e nazionale si stia raggiungendo un accordo). Poi è previsto un taglio nel trasferimento agli enti locali che passerà da 882 milioni del 2010 a 750 milioni, «ma in realtà le trimestralità per i comuni saranno maggiori – spiega il presidente della Commissione Bilancio, Ric-cardo Savona – perché si svincoleranno risorse dalle riserve». Sempre riguardo ai comuni è prevista la soppressione delle figure del difensore civico e del direttore generale. Sono stati inseriti cinque milioni per il raddoppio della statale Ragusa-Catania, mentre un articolo riguarda l’obbligo della pubblicazione informatica delle delibere della Giunta regionale e dei curricula dei consulenti del governo. Fin qui quanto esitato in Commissione. «Sono rimaste fuori – evidenzia Savona – norme su formazione e forestali da discutere in aula. Un nodo da sciogliere è senz’altro la copertura finanziaria del cofinanziamento regionale per la spesa sanitaria: non basterà abbassare la quota di compartecipazione, ma si dovranno trovare fondi raschiando da qualche parte». Il governo ha presentato un maxiemendamento che proverà a sciogliere questi nodi: «Per raggiungere la quota di compartecipazione del 49% della spesa sanitaria – afferma l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao – si è ritenuto di procedere all’applicazione della normativa nazionale che consente l’utilizzo dei Fas». Per quanto riguarda i tagli Armao sottolinea come «la riduzione dei trasferimenti è stata limitata al minimo indispensabile per le scuole, le università, le istituzioni culturali, l’ambiente, l’assistenza, con contenimenti che vanno dal 5 al 10 per cento. Per le autonomie locali abbiamo contenuto a poco più del 15% la riduzione del contributo dello scorso anno, nella prospettiva di un loro ruolo attivo nell’attuazione del federalismo fiscale». Il maxiemendamento ha una parte dedicata agli investimenti. In particolare, prevede l’istituzione di un fondo di 150 milioni con risorse provenienti dalla liquidazione della partecipazione in Unicredit. Di questi, 50 milioni sono destinati al “Social Housing” (realizzazione di immobili da affittare a prezzi più bassi di quelli di mercato), 5 milioni come compartecipazione pubblica per la realizzazione del centro direzionale della Regione, 15 milioni per l’attivazione di un fondo per la partecipazione al capitale di rischio delle Pmi, 25 milioni per la patrimonializzazione dei Confidi articolo 107, 40 milioni per l’abbattimento degli interessi sugli investimenti degli enti locali, 10 milioni per l’impiantistica sportiva, cinque milioni per investimenti relativi ad attrazioni cinematografiche di livello internazionale da conferire a Cinesicilia. Inoltre, è prevista la stipula con la Banca Europea degli Investimenti (Bei) di una convenzione per l’apertura di una linea di credito da 200 milioni di euro per finanziare programmi nei settori trasporto sostenibile, ricerca e sviluppo, energia, patrimonio culturale, ambientale e turistico, ambiente urbano, scuole e università. Tra le proposte per lo sviluppo anche il regime di attrazione fiscale per le imprese che decidono di spostare il domicilio fiscale in Sicilia: avranno un abbattimento del 50% delle imposte per tre anni. Sarà istitutoe anche un fondo di garanzia e sviluppo di tre milioni per il microcredito. All’Ars è stata depositata anche una norma, su proposta di Confindustria Palermo guidata da Alessandro Albanese (che è presidente del consorzio Asi) e del sindaco di Termini Imerese Totò Burrafato, che prevede la sburocratizzazione per la gestione di Termini Imerese in previsione del contratto di rilancio industriale dell’area che ha una validità di 36 mesi, mentre i tempi attuali calcolati sono molto più lunghi.

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