Mentre ancora si attende il CCNL Funzioni Locali, il dodicesimo rapporto dell’ARAN sul monitoraggio della contrattazione integrativa nel lavoro pubblico, svolto ai sensi dell’art. 46, comma 4, del D.lgs. 165/2001, come modificato dal D.lgs. 150/2009, analizza l’attività negoziale svoltasi negli anni del 2023 e 2024 nelle sedi di contrattazione integrativa. Il Rapporto è suddiviso in due parti: una prima analisi generale sulle risultanze dell’anno 2024; e gli approfondimenti dell’analisi di maggior dettaglio sui contenuti dei contratti pervenuti nel 2023.
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Prime risultanze dell’anno 2024
Per quanto concerne l’analisi generale sulle risultanze inerenti al 2024, ne si deduce che: l’attività contrattuale delle amministrazioni nel 2024 ha registrato un aumento del 7% rispetto all’anno precedente, in particolari nei settori delle Funzioni Locali e dell’Istruzione e della Ricerca che ventano entrambi un aumento del 10%.
Una contrattazione facile
Inoltre, nel 2024, il 72% delle sedi di contrattazione ha trasmesso almeno un atto negoziale, il dato più alto mai registrato finora a dimostrazione della tendenza, in particolar modo in Lombardia che traina le altre Regioni, e il Veneto che si attesta il più alto tasso di sedi di contrattazione attive.
In particolar modo i contratti su suddividono

Altrettanto importante da sottolineare è che il 92% dei contratti ha visto anche l’adesione delle RSU (indicatore di buona qualità delle trattative) mentre solo nello 0,7% dei casi la sola negoziazione tra le parti non si è rivelata sufficiente ed è stata implementata attraverso l’utilizzo dello strumento dell’atto unilaterale.

Un confronto con il 2023
Nell’anno precedente si è riscontrata una predominanza (83%) delle trattative finalizzate alla distribuzione delle risorse decentrate per quanto riguarda le Funzioni Centrali, mentre per il settore delle Funzioni Locali i contratti sono stati largamente in maggioranza a stampo economico (63%, contro il 34% dei contratti di natura normativa) segnando un divario più netto con l’anno del 2024 in cui la differenza si assottiglia drasticamente. Per quanto riguarda la distribuzioni: il 60% dei contratti di carattere normativo riguarda l’Istruzione e la Ricerca, prima di tutto nella scuola; mentre i contratti economici hanno interessato principalmente il settore della Sanità.
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