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Quirinale in attesa del decreto

Fonte: Il Sole 24 Ore

Venerdì mattina ha ascoltato prima dal viceministro all’Economia, Vittorio Grilli, poi dal presidente del Consiglio, Mario Monti l’esposizione preliminare sui contenuti del decreto fiscale, approvato poi in tarda serata dal Consiglio dei ministri. Ora il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano attende l’arrivo del testo, che dopo le consuete limature, dovrebbe approdare al Colle nelle prossime ore. Tempi ancora imprecisati, in ogni caso, poiché il provvedimento, oltre al rituale coordinamento formale deve pervenire al Quirinale per l’autorizzazione all’emanazione corredato delle relative relazioni tecniche.
In questa fase, l’esame preliminare da parte del presidente della Repubblica è sul rispetto dei requisiti generali di necessità e urgenza e sulla coerenza delle norme contenute nel decreto. Poi, come ha segnalato chiaramente nella nota inviata la scorsa settimana ai presidenti di Senato e Camera, e allo stesso presidente del Consiglio la vigilanza del Colle si trasferirà sul contenuto degli emendamenti che verranno apportati in sede di conversione in legge del provvedimento.
L’invito, che coinvolge direttamente la responsabilità dei presidenti delle due Camere, è a limitare «gli emendamenti ammissibili a quelli sostanzialmente omogenei rispetto al testo originario del decreto». Nella valutazione dell’ammissibilità degli emendamenti ci si dovrà attenere, «in spirito di leale collaborazione istituzionale a criteri di stretta attinenza allo specifico oggetto degli stessi e alle relative finalità». Obiettivo da perseguire anche attraverso le «opportune modifiche dei regolamenti parlamentari», così da non esporre le disposizioni introdotte al rischio di annullamento da parte della Consulta.
È la vecchia e mai risolta questione dei decreti omnibus. Prassi che pone non pochi problemi al capo dello Stato, le cui attribuzioni non prevedono il rinvio parziale dei decreti legge sottoposti alla sua firma.

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