Questo articolo è stato letto 5 volte

Quando è ammesso il «rinvio»

Fonte: Il Sole 24 Ore

Le ferie sono finalizzate al ristoro psico-fisico del lavoratore: lecito domandarsi, dunque, quale sia il rapporto tra questo istituto e quello della malattia. Innanzitutto, occorre osservare che anche durante i periodi di malattia il lavoratore matura le ferie. Quanto, invece, alla coincidenza tra ferie e malattia, occorre distinguere tra malattia del lavoratore – che insorga prima o durante il godimento delle ferie – ovvero malattia di eventuali figli. Qualora la malattia insorga prima del godimento delle ferie, la fruizione avverrà in un momento successivo al l’intervenuta guarigione; peraltro, qualora ciò avvenga in ipotesi di ferie “collettive” e la guarigione intervenga prima della conclusione delle stesse, il lavoratore potrà fruire delle ferie fino al termine stabilito, mantenendo il diritto di recuperare in diverso periodo quelle non godute. Un po’ più complessa, invece, è l’ipotesi di insorgenza della malattia durante la fruizione delle ferie: è vero, infatti, che l’evento morboso in linea generale sospende il decorso delle ferie, poiché con tutta evidenza non permette il recupero psico-fisico, ma questo principio non è assoluto, poiché opera soltanto qualora la tipologia di malattia comprometta l’effettivo recupero delle energie: l’onere della relativa prova è carico del datore di lavoro. Sull’ultimo punto, si ricorda che «la malattia del bambino che dia luogo a ricovero ospedaliero interrompe, a richiesta del genitore, il decorso delle ferie in godimento», senza limiti se riferite a un «figlio di età non superiore a tre anni» o «nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni» (articolo 47, comma 4, Dlgs 151/2001).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *