Pubblico impiego, Cgil lascia il tavolo

Intesa separata firmata da governo con Cisl e Uil, Camusso attacca gli altri sindacati: «Corrono in soccorso al governo»

4 Febbraio 2011
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MILANO – Cgil lascia il tavolo con il governo in cui l’esecutivo ha presentato ai sindacati il testo dell’accordo sul regime transitorio sugli aumenti salariali legati alla produttività nel pubblico impiego. È stato così siglato un’intesa separata, firmata dal numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni e dal segretario confederale della Uil, Paolo Pirani.



CAMUSSO ALL’ATTACCO – Dure le parole del leader della Cgil, Susanna Camusso, dopo la rottura: «L’accordo firmato da Cisl e Uil sui salari di produttività nel pubblico impiego è una presa in giro dei lavoratori». Diretto l’attacco alle altre due organizzazioni dei lavoratori: «Siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso al governo che è un po’ claudicante».

LA RISPOSTA – Immediata la replica di Bonanni: « Mi dispiace della caduta di stile di Susanna Camusso, perché noi siamo i rappresentanti di milioni di lavoratori e non prendiamo in giro nessuno. Io non mi sono mai permesso di dire una cosa del genere. Eppure ho molti, ma molti dubbi sulla caratura essenzialmente sindacale di comportamenti come quelli che ci tocca sopportare. Non lancio ingiurie ma continueremo a fare il nostro lavoro sindacale e lo faremo sempre di più». Venendo all’accordo siglato, Bonanni ha commentato che le «buste paga di tutti i lavoratori del pubblico impiego avranno esattamente quello che è stato pattuitio, senza un euro in meno».
Anche Pirani ha replicato alla Camusso: le accuse rivolte dalla Cgil agli altri sindacati dopo la firma «vanno respinte al mittente». «Non è manifestando solo il dissenso – ha aggiunto – che si salvano le ragioni del sindacato, ma è risolvendo problemi concreti che il sindacato potrà continuare ad essere credibile in Italia. Non comprendo le motivazioni per cui la Cgil non ha firmato un accordo che migliora le condizioni».

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