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Province italiane verso la riduzione da 86 a 44

Le proposte che stanno maturando nelle regioni dovrebbero portare ad un riordino delle province delle regioni a statuto ordinario dalle attuali 86 a 44, a cui si aggiungono le 10 città metropolitane, previste dalla legge. Si concluderà questa settimana la prima fase del processo di riordino delle province.
Entro domani 3 ottobre, i Consigli delle autonomie locali voteranno le prime ipotesi di riordino da consegnare alle regioni, cui spetterà entro il 25 ottobre di chiudere la proposta definitiva da inviare al Governo. I dati arrivano da un primo monitoraggio compiuto dall’Upi, l’Unione delle Province d’Italia. “Il processo di riordino delle Province e delle Città metropolitane – commenta il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – è ormai avviato, nonostante, come ovvio, le difficoltà e le resistenze che sono emerse nei territori”.
I consiglieri provinciali sono intanto passati da circa 4.000 nel 2010 a 2.700. Gli assessori, dai 1.700 circa dello stesso anno, sono oggi 773, rende noto Castiglione. “Le Province – aggiunge – hanno avviato un percorso virtuoso di tagli sia rispetto al numero di assessori e consiglieri che in quanto agli emolumenti dei politici. Aspettiamo di vedere cosa deciderà nel prossimo C.d.M. il Governo Monti sui costi della politica locale”.

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