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Prove di ripartenza per l’edilizia bloccata

Fonte: Il Sole 24 Ore

<p>Bandi di gara di lavori in crescita del 68% in valore, nuovi finanziamenti nel decreto legge Sblocca Italia per 3,9 miliardi di euro, approvazione per legge del Piano delle ferrovie (Rfi) che vale 5,8 miliardi di euro di nuovi interventi da avviare a partire dal 2015. E poi, sempre nel Dl 133/2014 in conversione in Parlamento, la spinta per sbloccare le risorse ferme per la difesa del suolo e le opere idriche, e il commissariamento per accelerare la ferrovia Napoli-Bari.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni la spesa per investimenti in infrastrutture, secondo i dati Cresme, &egrave; crollata in valori reali (depurati quindi dall’inflazione) del 37%, e in valori correnti vale oggi circa 22-25 miliardi di euro (a seconda delle fonti), rispetto ai 30-35 miliardi di dieci anni fa. Ma alcuni segnali fanno pensare a una possibile ripresa.</p>
<p>Tuttavia n&eacute; il Governo nella nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) dei giorni scorsi, n&eacute; gli istituti di ricerca specializzati (Cresme e Ufficio studi Ance) sono per ora pronti con le previsioni definitive sul 2015. Sia perch&eacute; bisogna aspettare la legge di stabilit&agrave; (&laquo;Lo Sblocca Italia non basta per invertire il ciclo in edilizia, servono altri stanziamenti per le infrastrutture nella legge di stabilit&agrave;&raquo;, ha detto nei giorni scorsi l’Ance in audizione alla Camera), sia perch&eacute; in materia di opere pubbliche troppo spesso stanziamenti e programmi si traducono in cantieri con grande lentezza.</p>
<p>La situazione attuale &egrave; ancora nera: nelle previsioni Ance il 2014 si chiuder&agrave; con un altro calo del 5,1% reale degli investimenti in opere pubbliche, pi&ugrave; della media delle costruzioni (-2,5%), e dopo il -9,3% del 2013 e un calo 2004-2014 del 48%. Secondo il Cresme il calo sar&agrave; del 3,2%, a fronte di una media dell’edilizia del +0,2%. Il governo conferma il quadro negativo nella nota al Def del 30 settembre: le costruzioni scenderanno quest’anno di un altro 2,8% e gli investimenti fissi lordi della Pa del 5%. Ma per il 2015 l’esecutivo prevede, rispetto a un quadro tendenziale del -0,2% per l’edilizia, un quadro programmatico, per effetto delle misure del governo, pari al +0,8 per cento. Non c’&egrave; ancora, invece, il quadro programmatico per gli investimenti fissi lordi. Un dato certo &egrave; per ora quello dei bandi di gara per lavori pubblici. Nei primi nove mesi dell’anno gli avvisi sono cresciuti del 28%, ma soprattutto il valore dei lavori a gara &egrave; salito del 68%, con oltre nove miliardi di euro in pi&ugrave; (da 13,354 a 22,417 miliardi).</p>
<p>Gi&agrave; con questa crescita dei bandi il Cresme – senza calcolare i possibili effetti di Sblocca Italia e legge di stabilit&agrave; – prevede un aumento dell’1% circa degli investimenti in infrastrutture per il 2015. Quasi nulla in pi&ugrave; dovrebbe invece arrivare dai 3,9 miliardi dello Sblocca Italia, perch&eacute; le risorse di cassa (la spesa effettiva) sono per l’88% concentrate negli anni 2017-2020 e solo 455 milioni saranno spesi nel 2015-2016. Il 47% dei 3,9 miliardi sono assegnati a strade e autostrade (1.832 milioni), il 25% alle ferrovie (989 milioni), 345 milioni alle metropolitane (Roma, Napoli, tramvia di Firenze), 134 milioni alle opere idriche, 90 milioni per due aeroporti (Firenze e Salerno) e infine 500 milioni per le opere dei Comuni (quelle del piano 6mila Campanili del Dl Fare 2013 e quelle indicate dai sindaci in risposta alla lettera del premier Renzi di aprile).</p>
<p>Una spinta pi&ugrave; immediata alle infrastrutture potrebbe invece arrivare dall’approvazione per legge, nello Sblocca Italia, del contratto di programma ferroviario 2012-2016, firmato da Ministero e Rfi l’8 agosto. La societ&agrave; del gruppo Fs fa sapere che grazie a questa approvazione nei prossimi cinque anni potranno essere avviate nuove opere per 5,8 miliardi di euro, e in particolare gi&agrave; per il 2015 Rfi prevede un aumento della spesa effettiva per investimenti ferroviari da 2,9 a 4,3 miliardi.</p>
<p>Nel contratto Rfi il governo punta sull’alta velocit&agrave;/alta capacit&agrave;, riattivando il progetto della Brescia-Padova (che per&ograve; ha solo 1,1 miliardi di finanziamento a fronte di un costo di 10,2) e scegliendo come opere prioritarie progetti per una cifra complessiva che supera i 39 miliardi di euro: Terzo Valico di Genova 6,2, Napoli-Bari 7, tunnel Brennero 4,8, Verona-Brennero 3,4, Brescia-Padova 10,2, Torino-Lione 7,7. Per ora ci sono risorse per 10,8 miliardi, e dunque avviando adesso queste opere lo Stato si impegna a reperire per i prossimi 10 anni circa 28,7 miliardi.</p>

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