È stato recentemente pubblicato sul portale istituzionale del Dipartimento della Protezione Civile il Decreto del Capo del Dipartimento (rep. n. 3932 del 12 dicembre 2025) recante “Indicazioni operative per la formazione dei tecnici e del personale della pubblica amministrazione, delle organizzazioni di volontariato e professionisti iscritti agli albi di ordini e collegi per la valutazione speditiva dell’impatto e censimento dei danni e rilievo dell’agibilità delle strutture post evento e indicazioni operative per la formazione del volontariato di protezione civile e dei funzionari delle amministrazioni pubbliche per le attività di salvaguardia dei beni culturali in attività di protezione civile“.
>> CONSULTA IL DECRETO PUBBLICATO SUL SITO DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE.
Con la pubblicazione del decreto ha varato le nuove “Indicazioni operative” che riscrivono i protocolli di addestramento per la gestione delle emergenze. Il provvedimento, attuato ai sensi dell’art. 15 del Codice della Protezione Civile (d.lgs. 1/2018), introduce nuove indicazioni operative per la formazione specialistica del personale impegnato nelle attività di protezione civile, segnando un punto di svolta per la Pubblica Amministrazione e i professionisti iscritti agli ordini tecnici.
Indice
Un quadro normativo integrato: addio ai vecchi protocolli
Il nuovo testo sostituisce integralmente le precedenti circolari del 2019 e del 2020 relative alla formazione per il rilievo dell’agibilità post-sisma e alla salvaguardia dei beni culturali.
Questa “tabula rasa” normativa punta a superare la frammentazione procedurale, offrendo un unico riferimento metodologico (l’Allegato 1 del decreto) che armonizza l’attività di tecnici della PA, volontari e professionisti iscritti agli albi. L’obiettivo è garantire che, in caso di evento calamitoso, ogni attore operi secondo un linguaggio tecnico condiviso e protocolli d’intervento validati e aggiornati.
Focus operativo: rilievo dei danni e tutela del patrimonio
Il cuore della riforma, sancito all’articolo 1, si articola su due pilastri fondamentali per la sicurezza e l’identità del territorio:
Valutazione speditiva e agibilità: Vengono fissati nuovi criteri per formare i professionisti (ingegneri, architetti, geometri) incaricati di stabilire se un edificio sia sicuro dopo un’emergenza. Un’attività cruciale per la tempestiva gestione degli sfollati e l’avvio della ricostruzione.
Tutela dei beni culturali: Il decreto definisce percorsi specifici per il personale impegnato nella messa in sicurezza del patrimonio artistico. La formazione specialistica diventa il requisito imprescindibile per operare sui beni vincolati, evitando interventi impropri in contesti critici.
Implicazioni pratiche e adempimenti per i professionisti
Per i liberi professionisti e le Amministrazioni Pubbliche, il decreto impone un immediato cambio di passo. Come previsto dall’articolo 4, la pubblicazione in “Amministrazione Trasparente” rende le linee guida immediatamente cogenti.
Le Amministrazioni locali devono mappare le competenze interne, verificando la necessità di moduli di aggiornamento per il personale già formato sotto la vecchia normativa, garantendo così la piena operatività dei nuclei tecnici comunali e regionali.
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