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Proposta di revisione TUEL: audizione della Conferenza delle Regioni

Proposta di revisione TUEL: audizione della Conferenza delle Regioni

“Un testo atteso che semplifica la vita dei Comuni, liberandoli da comunicazioni ripetitive, vincoli burocratici e tetti di spesa che vanno al di là delle esigenze di bilancio di copertura finanziaria. La proposta di legge contiene una serie di norme che sarebbe molto opportuno estendere anche alle Regioni”. Questo in sintesi l’auspicio espresso dall’assessore al Bilancio della Regione Lazio, Alessandra Sartore (coordinatrice vicaria della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) nella audizione , alla quale ha partecipato anche Marco Gabusi (assessore della Regione Piemonte e coordinatore vicario della Commissione Affari istituzionali della Conferenza delle Regioni) tenuta ieri mattina alla Camera dinanzi alle Commissioni Bilancio e Affari istituzionali sulle modifiche al Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali.

Revisione TUEL: gli orizzonti

“Le Regioni – illustra Sartore – apprezzano questo testo che va nella direzione della semplificazione, evitando la duplicazione dei documenti e di informazioni che sono già in possesso dell’amministrazione. Siamo di fronte ad una razionalizzazione e una semplificazione dei compiti degli Enti Locali, guardando soprattutto a facilitare la vita amministrativa dei Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, riducendo ad esempio tutti i documenti occorrenti per la predisposizione del bilancio di previsione e del rendiconto. Le norme proposte superano i tetti previsti alla spesa da normative addirittura antecedenti l’entrata in vigore del decreto legislativo 118 del 2011 e che non hanno davvero più ragion d’essere, non solo per i Comuni. Infatti, è auspicabile che in quest’ottica le modifiche si estendano anche alle Regioni che hanno come obiettivo il pareggio di bilancio.
Anche gli obiettivi di semplificazione che meritoriamente il testo propone possono essere estesi alle Regioni, basterebbe – prosegue Sartore – che nelle norme si facesse genericamente riferimento alle Amministrazioni pubbliche territoriali. L’unica perplessità che nutriamo riguarda la centralizzazione del fondo per l’incentivazione all’aggregazione dei Comuni e alle unioni dei Comuni. Temiamo che un principio del genere non consideri le peculiarità regionali e soprattutto non vada nella stessa direzione del perseguimento dell’autonomia differenziata prevista dall’art. 116 della Costituzione.A parte questa sottolineatura, però, ci auguriamo non solo che il Parlamento approvi questa proposta di legge, ma che consideri davvero l’opportunità di estenderne la normativa anche alle Regioni. La Conferenza delle Regioni presenterà al Parlamento nei prossimi giorni – conclude l’Assessore al Bilancio della Regione Lazio – specifiche e puntuali proposte in tale direzione”.

Semplificazione anche per le Regioni

Si tratta di “una proposta di legge sulla semplificazione è pensata per i Comuni, ma presenta molte note positive che vorremmo fossero estese anche alle Regioni”, conferma l’Assessore al Personale e organizzazione della Regione Piemonte Marco Gabusi. La proposta di legge C. 1356, che vede come primo firmatario l’onorevole biellese Roberto Pella, mira ad eliminare leggi obsolete attraverso le modifiche al testo unico sull’ordinamento degli enti locali (DL 18 agosto 2000, n. 267) e altre disposizioni in materia di status e funzioni degli amministratori locali, di semplificazione dell’attività amministrativa e di finanza locale.
“Questa proposta di legge sulla semplificazione – sottolinea ulteriormente l’assessore Gabusi – è pensata per i Comuni, ma presenta molte note positive che vorremmo fossero estese anche alle Regioni. Il parere delle Regioni sulla proposta è senza dubbio positivo e potremo dare il nostro contributo per portare ulteriori miglioramenti dopo la Conferenza Stato Regioni. È fondamentale che si metta mano al sistema delle autonomie locali con particolare attenzione al ruolo e alla governance delle Province, lasciate in questi anni in un limbo pericoloso in seguito alla legge Delrio, che costringe ad azioni molto più articolate rispetto a quelle dei Comuni. L’occasione di una proposta legislativa che semplifica la vita ai piccoli Comuni deve tenere conto della necessità di avere poche norme ma anche di avere un interlocutore come la Provincia che li mette in contatto con la Regione e i Ministeri”. Il Piemonte rappresenta un esempio calzante per la proposta di legge. “Ci sembra importante – ha aggiunto l’assessore Gabusi – che dall’aula del Parlamento nasca un ragionamento sugli enti locali e si vada ad intervenire su una materia che coinvolge anche indirettamente, ma in maniera pesante, l’attività amministrativa delle Regioni. ln Piemonte, che conta ben 1.200 amministrazioni comunali, ci rendiamo perfettamente conto di cosa vuol dire applicare vecchie norme per un piccolo Comune che spesso, non solo non ha la figura dell’amministratore finanziario, ma ha un solo dipendente per 7 o 8 ore alla settimana, che si occupa veramente di tutto. È impensabile che un sindaco di un paese di 2/300 persone essere responsabile della firma di un TSO quando questo tocca la sua coscienza e può non avere le competenze tecniche per farlo”.
Il progetto di legge ripropone le posizioni dell’ANCI, già sottoscritto da tutti i sindaci dei Comuni capoluogo e da oltre 2mila sindaci di Comuni medio-piccoli e si concentra sull’obiettivo di alleggerire i sindaci da una serie di adempimenti e dall’esercizio di poteri spesso ereditati da fasi storiche dell’ordinamento e legati al tradizionale cumulo nella figura del sindaco della veste di rappresentante della comunità locale con quella di ufficiale di governo e autorità in materia sanitaria.

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