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Presentato il Rapporto Ue sull’istruzione

Più di 10 anni dopo gli obiettivi di Lisbona e meno di 10 prima della data obiettivo della Strategia Europa 2020, l’Unione europea fa il punto della situazione sullo stato di avanzamento delle riforme nell’ambito dell’istruzione e della formazione. Ne emerge che nell’ultimo decennio i sistemi educativi dei paesi dell’UE hanno registrato miglioramenti, ma hanno raggiunto soltanto uno dei cinque benchmark fissati per il 2010, ovvero quello di aumentare il numero di laureati in matematica, scienze e tecnologia registrando un aumento del 37% rispetto al 2000. Per quanto riguarda gli altri parametri, quali il tasso di dispersione scolastica, l’aumento del numero di allievi che completano l’istruzione secondaria superiore, il miglioramento della capacità di lettura e l’aumento del numero di adulti che partecipano ad attività d’istruzione o formazione, i progressi compiuti sono stati giudicati significativi ma non sufficienti.
Ora tutti gli occhi sono puntati sulla strategia Europa 2020 che ha come priorità quella di creare un’economica basata sulla conoscenza, attraverso il raggiungimento della l’obiettivo di portare il tasso di dispersione scolastica al di sotto del 10% nonché di aumentare il numero dei laureati portandolo almeno al 40%. Anche se è troppo presto per fare proiezioni esatte, sulla base delle tendenze del passato si può ipotizzare che la maggior parte dei benchmark per il 2020 sarebbe raggiungibile se gli Stati membri continueranno ad attribuire loro una priorità elevata e ad investire in modo efficiente nell’istruzione e nella formazione.
Presentando il Rapporto, la Commissaria responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù Androulla Vassiliou ha affermato: “La buona notizia è che i livelli educativi in Europa si sono innalzati notevolmente. Un maggior numero di giovani completa l’istruzione secondaria e si laurea rispetto a dieci anni fa. Ma la dispersione scolastica continua ad essere un problema che interessa un giovane su sette nell’Unione europea, mentre un allievo su cinque all’età di 15 anni ha una capacità di lettura limitata. Questo è il motivo per cui l’istruzione e la formazione sono tra gli obiettivi centrali della strategia Europa 2020. Gli Stati membri devono intensificare gli sforzi per raggiungere i nostri obiettivi europei comuni.”
La Commissaria ha inoltre sollecitato vivamente gli Stati membri a non apportare tagli al bilancio dell’istruzione nonostante le difficoltà che si trovano ad affrontare a causa della crisi economica. “La spesa per l’istruzione è un buon investimento per l’occupazione e la crescita economica e si ripaga nel lungo periodo. In tempi di restrizioni finanziarie dobbiamo però assicurare che le risorse siano usate nel modo più efficiente possibile”, ha aggiunto.
Il rapporto, che riguarda tutti gli Stati membri dell’UE nonché la Croazia, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, l’Islanda, la Turchia, la Norvegia e il Liechtenstein, contiene rassegne e statistiche dettagliate che consento d’identificare i paesi i cui risultati si situano al di sopra o al di sotto della media UE e che stanno recuperando o perdendo terreno rispetto agli altri.

I prossimi passi
Nelle prossime settimane gli Stati membri presenteranno alla Commissione i loro programmi nazionali di riforma in cui fisseranno gli obiettivi nazionali in tema di dispersione scolastica e di laureati, indicando come intendono raggiungerli. La Commissione presenterà fra breve nuovi parametri di riferimento per quanto concerne l’occupabilità e la mobilità dell’apprendimento.

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