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Precari, ora 64 mila assunzioni

Fonte: Il Sole 24 Ore

Un piano triennale per coprire i posti vuoti in organico, quelli sui quali è più debole la difesa del governo italiano contro le sentenze dei giudici che hanno condanno il ministero dell’istruzione ad assumere a tempo indeterminato i precari assunti a ogni inizio anno e licenziati quando suona la campanella di fine. Il piano prospettato in questi giorni dal ministero dell’istruzione ai vertici dell’Economia, secondo quanto trapela, parla di 64 mila posti vuoti e disponibili, tra 35 mila Ata e 29 mila docenti. Gli insegnanti in verità sarebbero anche di più, circa 39 mila, ma vanno sottratti i dieci mila esuberi che viale Trastevere ha ancora da collocare. E non è per niente detto che i docenti in soprannumero corrispondano perfettamente, dal punto di vista delle discipline, a 10 mila cattedre senza titolare ma dal punto di vista contabile il ministero preferisce coprirsi con la Ragioneria generale dello stato. Si arriva così a una vacanza di 64 mila unità per il 2011. Ci sono poi i posti che si libereranno il prossimo anno, quasi certamente, in base all’andamento dei pensionamenti, altri 25 mila prof e 7 mila bidelli e segretari. Se il flusso pensionistico dovesse essere confermato anche nel 2013, si supererebbero abbondantemente le 100 mila assunzioni chieste da tempo dalla Flc-Cgil di Mimmo Pantaleo. Ma è proprio dalla tempistica delle assunzioni che potrebbe giungere una doccia fredda sulle aspirazioni dei precari della scuola che sabato hanno sfilato in piazza: se il piano triennale dovesse essere accettato dall’Economia, ma solo per la copertura dei posti disponibili ad oggi, questo significherebbe sanare in tre anni un precariato vecchio, senza rispondere a quello nuovo che si formerebbe a partire dal prossimo anno. Una soluzione, dunque, ma parziale al problema delle sentenze di condanna dei giudici. In questi giorni fervono le verifiche sulla sostenibilità finanziaria delle varie ipotesi di assunzioni. C’è chi come la Cisl scuola di Francesco Scrima ritiene che i posti vacanti e disponibili possano essere coperti tutti senza aggravi per le casse dello stato. E chi come la Uil scuola di Massimo Di Menna propone anche un organico funzionale e incarichi pluriennali per dare comunque stabilità ai precari. Il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, intanto ha puntato il dito contro le «scelte irresponsabili» dei precedenti governi che hanno «fatto lievitare fino a 240mila il numero degli insegnanti abilitati e iscritti nelle graduatorie, a fronte di soli circa 30mila posti vacanti l’anno». E ha rivendicato la necessità di scelte responsabili: «Circa 110 mila sono impiegati con supplenze annuali continuative… tutti saranno immessi in ruolo nel giro di 7 o 8 anni». La stessa Gelmini sembra credere poco nel piano di immissioni per 64 mila in un anno.

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