PNRR: 1 miliardo per 70 opere contro la dispersione idrica

Tornano in pista 70 progetti PNRR per la riduzione della dispersione idrica che ora potranno essere sviluppati grazie a un finanziamento di quasi un miliardo di euro e che garantiranno di centrare l’obiettivo della mission del Recovery Plan

Sole 24 Ore
9 Maggio 2024
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di FLAVIA LANDOLFI (dal Sole 24 Ore)

Tornano in pista settanta progetti PNRR per la riduzione della dispersione idrica che ora potranno essere sviluppati grazie a un finanziamento di quasi un miliardo di euro e che garantiranno di centrare l’obiettivo della mission PNRR: costruire almeno 45.000 km di rete idrica a livello distrettuale entro il 31 marzo 2026. Lo stabilisce un decreto direttoriale del ministero delle Infrastrutture e trasporti del 6 maggio scorso che di fatto assegna 959 milioni ai progetti già considerati idonei al finanziamento ma che in prima battuta non erano riusciti a entrare nella rosa di quelli coperti dalle risorse a disposizione. Il primo avviso pubblico – spiega il Mit – poteva beneficiare di una dotazione di 900 milioni di euro e quindi garantiva il finanziamento di una prima tranche di iniziative. Ma in fase di rimodulazione del Piano di ripresa e resilienza il ministero ha ottenuto un ulteriore finanziamento di 1 miliardo di euro consentendo alla graduatoria di scorrere e di coprire anche quei programmi che pur essendo validi erano rimasti a terra.

I fondi riguardano l’investimento M2C2 – 4.1, quello per l’acqua e per il rafforzamento delle rete idrica in chiave di contrasto alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti. «L’obiettivo – spiega il Mit in una nota – è quello di ridurre in modo significativo la dispersione di acqua potabile, modernizzando le reti di distribuzione e introducendo sistemi di controllo avanzati che consentano di monitorare i nodi principali e i punti più vulnerabili della rete». Tallone di Achille atavico, la dispersione in Italia ha raggiunto quota del 42%, come ha certificato l’Istat in un monitoraggio del 2022: metri cubi su metri cubi che tutti insieme soddisferebbero le esigenze di acqua potabile per 43,4 milioni di persone per un intero anno.

Tornando al decreto, le risorse saranno assegnate a diversi soggetti: enti di gestione delle acque, autorità di bacino, Comuni, società di gestione delle reti, che incassando i finanziamenti diventeranno soggetti attuatori del PNRR. Inoltre il provvedimento prevede 1,024 miliardi «destinati prioritariamente al finanziamento degli interventi ammessi ma non finanziati per carenza di fondi» di cui disponibili oggi sono 959 mentre altri 65 milioni sono ancora da rintracciare.

Tra prima e seconda finestra e la terza arrivata ora sono stati assegnati 1.900 milioni di euro a 103 interventi. Di queste 103 la gran parte è al Centro-Nord con 80 interventi finanziati per un totale di 1,3 miliardi di euro (71% della torta complessiva), mentre al Sud – che detiene la maglia nera di dispersione dell’acqua vanno solo 541 milioni (29% dei fondi) per un totale di 23 opere. In quest’ultima tranche delle 70 opere ripescate al finanziamento solo 9 sono nel Mezzogiorno per un totale di 178 milioni su 959: il 18 per cento delle risorse disponibili.

Articolo integrale pubblicato su Il Sole 24 Ore del 9 maggio 2024 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.)

Redazione