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Pisapia vince anche in centro «Sindaco di tutti, basta liti»

Fonte: Il Sole 24 Ore

MILANO – Già dopo un’ora dalla chiusura dei seggi la vittoria è subito sembrata netta. Poi, alle 17, non ci sono stati più dubbi: Giuliano Pisapia è il nuovo sindaco di Milano, vincendo Letizia Moratti al ballottaggio col 55,1% dei voti. Il centrosinistra torna così alla guida della città dopo 20 anni. «Sono emozionato e commosso. Abbiamo liberato Milano, la città aveva bisogno di cambiare e il voto l’ha dimostrato, ora si guardi avanti e basta liti», sono state le prime considerazioni del neo primo cittadino nel suo quartier generale, al Teatro dell’Elfo a Milano. «Sarò il sindaco di tutta Milano», ha aggiunto. Il percorso fatto dall’avvocato penalista Pisapia comincia da lontano. Un anno fa decise di candidarsi alle primarie del centrosinistra quando ancora non si conosceva il nome degli altri possibili sfidanti interni alla coalizione, e a sostenerlo c’era Sinistra ecologia e libertà. Lo scorso novembre ha quindi vinto la sfida contro l’architetto Stefano Boeri, sostenuto dal Partito democratico, nonostante non fossero in pochi, anche dentro il centrosinistra, a considerare l’avvocato un candidato troppo vicino ai partiti radicali, anche per via della sua passata esperienza da deputato indipendente di Rifondazione comunista. Poi, alle amministrative del 15 maggio, ha trascinato la Moratti al ballottaggio, ottenendo il 48,6% dei voti; infine, da ieri, è sindaco di Milano. Con un risultato che non lascia equivoci: a parte le possibili defezioni di qualche leghista, o qualche simpatizzante di Cl che può non aver rispettato la chiamata alle urne, a scegliere Pisapia è stata semplicemente la maggioranza dei milanesi. Ieri si sono recati alle urne il 67% circa degli aventi diritto, molto di più delle attese. Tra domenica e ieri mattina si sono anche rincorse le voci di una possibile rimonta della Moratti, proprio valutando la grande affluenza, che poteva far pensare ad una mobilitazione da parte degli elettori di centrodestra. Le cose però non sono andate così. La sconfitta della Moratti appare ancora più netta se analizzata zona per zona: Pisapia ha vinto non solo in periferia, ma anche nel centro storico, la zona più borghese della città, dove vivono prevalentemente liberi professionisti e lavoratori autonomi, cioè quei moderati che tutti hanno cercato di corteggiare in questa tornata elettorale. Per il sindaco uscente tutte le analisi del caso verranno fatte nei prossimi giorni. Anche le riflessioni sui possibili errori della campagna elettorale, che ha visto più di uno scivolone, sono per il momento rimandate. «Per ora le considerazioni le lascio agli opinionisti politici», ha detto la Moratti, che ieri ha subito chiamato Pisapia per congratularsi e precisare che sarà «a disposizione della sua città e del paese, con l’obiettivo di lavorare per allargare la sua coalizione». Il segretario della Lega Nord Umberto Bossi, invece, ha lasciato la sede federale di via Bellerio, a Milano, senza commentare il risultato. A commentare il voto è stato l’eurodeputato Matteo Salvini: «È un chiaro segnale, gli elettori ci chiedono di fare opposizione, anche se non so quanto rimarrà in piedi una coalizione così diversa al suo interno. Noi leghisti, comunque, ci siamo impegnati molto, smentiamo chi dice che abbiamo fatto poco per sostenere la Moratti». Difende l’operato del sindaco uscente il coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani: «Letizia Moratti lascia un’eredità bellissima, soprattutto pensando all’Expo. Sul voto ha pesato il momento di crisi nazionale e internazionale». Sull’altro fronte, non si è risparmiato Nichi Vendola, che ha festeggiato il neo sindaco e ha parlato dal palco di Piazza Duomo, a Milano. «Abbiamo espugnato la capitale del Nord e battuto la volgarità del berlusconismo». E infine, provocatoriamente, una battuta proprio contro la Lega: «Abbracciamo i fratelli rom e musulmani».

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