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Piccoli passi verso il fisco leggero

Fonte: Il Sole 24 Ore

Ci sono parole che dicono tutto: nel caso delle bozze preparate dai tecnici in vista del maxiemendamento, le parole chiave sono quelle scritte sopra, sotto e a margine del dato normativo. «Da modificare», si legge accanto a molti articoli. «Testo provvisorio», appare in qualche caso. E ancora: «Contrarietà ministro…», «ok», «riserva Dagl» (la sigla che indica il dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi: un modo per dire che gli esperti legislativi non sono favorevoli alla norma). Le annotazioni dei tecnici offrono uno spaccato sugli ultimi, travagliati giorni di lavoro. In ballo c’è il testo del maxiemendamento alla legge di stabilità, in cui il Governo si propone di condensare le misure per il rigore e la crescita economica. La presentazione in commissione Bilancio del Senato è annunciata per oggi – salvo imprevisti – e non è difficile prevedere un lavoro di aggiunte e cancellazioni fino all’ultimo minuto. Senza trascurare il cammino parlamentare del provvedimento, che si annuncia tutt’altro che agevole e legato a doppio filo alle sorti politiche della maggioranza. Tra le ipotesi circolate nei giorni scorsi, c’è il ritorno della vecchia Dit (la Dual income tax), con la nuova denominazione di Ace (Aiuto alla crescita economica): un premio fiscale al rafforzamento patrimoniale delle imprese, che consiste nella detassazione di una quota di reddito pari alle somme usate per ricapitalizzare l’azienda. Un altro pacchetto di interventi allo studio riguarda il rilancio delle infrastrutture, con l’obiettivo di attivare nuovi investimenti senza impegnare fondi statali. Va in questa direzione il progetto della cosiddetta Tremonti – infrastrutture: uno sgravio fiscale Ires e Irap per chi mette in cantiere lavori pubblici. Sempre su questo fronte, interviene anche la norma che facilita l’emissione di obbligazioni da parte delle società di progetto. Lo scopo dichiarato, in questo caso, è permettere agli sviluppatori che utilizzano il project financing di reperire finanziamenti privati. La misura più attesa dalle imprese è però un’altra: la riduzione dell’Irap, eterna promessa della politica al mondo produttivo. In una delle ultime versioni del testo allo studio, si ipotizza solo una leggera limatura, concedendo alle Regioni la facoltà di ridurre la base imponibile del tributo, escludendo le somme versate ai lavoratori per i premi di produttività. Peraltro, già oggi le Regioni possono ridurre fino a un punto l’aliquota Irap del 3,9%, anche se pesano le disponibilità finanziarie a livello locale. Gli stessi paletti legati ai vincoli di bilancio valgono anche a livello nazionale, e creano un dilemma difficilmente risolvibile, come ha ricordato giovedì scorso dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in audizione alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. Le misure per la crescita hanno bisogno di risorse, ma anche il rigore ha bisogno di risorse, e una politica di austherity rischia di deprimere ancora di più l’andamento dell’economia. Il discorso calza perfettamente sulla proroga per tre anni della detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico. Il progetto è pronto, con tanto di tabella contenente i nuovi tetti di spesa e le nuove aliquote di detrazione. Per le finestre, ad esempio, si scenderebbe al 41%, con il limite di 450 euro al metro quadrato e l’obbligo di eseguire lavori anche sull’impianto di riscaldamento. Una soluzione criticata dalle imprese perché ritenuta troppo restrittiva, ma il tema fondamentale – dal punto di vista dell’Erario – è la copertura di bilancio della misura. Argomentazione che potrebbe favorire invece i crediti d’imposta a favore delle assunzioni di giovani ricercatori under 30: il costo stimato dai tecnici di via XX settembre è di circa 40 milioni di euro all’anno.

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