Ad esattamente un mese e mezzo dalla scadenza per gli Enti locali per approvare il PIAO, l’ultimo capitolo di questa rassegna è dedicato a quegli Enti che, poichè hanno un organico inferiore ai 50 dipendenti, non hanno l’obbligo di redigere un PIAO completo di tutte le sue sezioni, bensì una versione semplificata (e se si pensa ai Comuni, si sta parlando di quelli che costituiscono la spina dorsale del tessuto istituzionale italiano, quindi non pochi…).
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Per questi Enti di piccole dimensioni, dunque, l’approccio a questa riforma è stato caratterizzato da una duplice tensione. Da un lato, la necessità di semplificazione per non soffocare strutture già gravate da carenze croniche di personale; dall’altro, l’esigenza di non trasformare la semplificazione in uno svuotamento dei contenuti strategici.
Il legislatore, consapevole di queste difficoltà, ha quindi previsto modalità semplificate di adozione del piano, culminate nel Decreto Ministeriale n. 132 del 2022, che tuttavia ha introdotto un paradosso: l’esonero formale dalla sottosezione dedicata al Valore Pubblico e, in parte, alla Performance per le Amministrazioni più piccole.
Quindi la “novità” è che fino ad ora si è ripetuto come un mantra che il Valore Pubblico era il cuore del PIAO mentre ora si “scopre” che il legislatore stesso ha deciso di togliere il cuore al PIAO di alcune Pubbliche Amministrazioni.

Si poteva renderlo facoltativo, cosa che avrebbe salvato la logica, ma non togliergli il “cuore”! Se si toglie il cuore ad un essere vivente, questo – sostanzialmente – muore. E lo stesso vale per il PIAO.
Questo esonero normativo – ovvero l’abbattimento del vertice della piramide di creazione del Valore Pubblico – porta con sé un rischio insidioso: che i piccoli Enti rinuncino alla propria visione strategica, limitandosi a una compilazione formale e adempimentale di schede anagrafiche e fabbisogni di personale, perdendo così l’opportunità di utilizzare il
Il quadro normativo del PIAO semplificato e le sue ambiguità interpretative
L’architettura normativa del PIAO per i piccoli enti vede nel decreto ministeriale del 30 giugno 2022 l’atto che definisce il perimetro operativo per gli enti con meno di 50 dipendenti, stabilendo una struttura del piano significativamente ridotta rispetto a quella ordinaria.
| Sezione / Sottosezione | Enti ≥ 50 dipendenti | Enti < 50 dipendenti (Semplificato) | Documento Assorbito |
| 1. Scheda Anagrafica | Obbligatoria | Obbligatoria | |
| 2.1 Valore Pubblico | Obbligatoria | Non prevista | Mandato Politico / Strategia |
| 2.2 Performance | Obbligatoria | Non prevista (teoricamente) | Piano della Performance |
| 2.3 Anticorruzione | Obbligatoria | Obbligatoria (Semplificata) | PTPCT |
| 3.1 Struttura Org. | Obbligatoria | Obbligatoria | Organigramma |
| 3.2 Lavoro Agile | Obbligatoria | Obbligatoria | POLA |
| 3.3 Fabbisogni Pers. | Obbligatoria | Obbligatoria | PTFP |
| 4. Monitoraggio | Obbligatoria | Non prevista | Relazione Performance |
L’analisi di questa struttura rivela una ulteriore criticità di fondo: l’esonero dalla sottosezione 2.2 riguardante la Performance sembra collidere con l’articolo 2 del DPR 81/2022, il quale stabilisce che il Piano della Performance è assorbito nel PIAO per tutte le amministrazioni, senza distinguere tra soglie dimensionali. Questa ambiguità lascia intendere che, sebbene non vi sia l’obbligo di compilare una specifica sezione nel “modello tipo” ministeriale, l’Ente locale debba comunque programmare e valutare la performance
per rispettare il dettato del d.lgs. 150/2009 e poter erogare la retribuzione di risultato ai propri responsabili.
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Il rischio della rinuncia strategica: oltre l’adempimento formale
Il pericolo principale è quindi quello di interpretare le semplificazioni come un “esonero dalla strategia”. Quando un ente rinuncia a definire il proprio Valore Pubblico solo perché non deve compilare una sottosezione nel modello di PIAO, sta di fatto abdicando al proprio ruolo di guida della comunità.
La programmazione strategica, infatti, non è un esercizio di stile per esperti di management, ma un atto di responsabilità democratica che permette ai cittadini di comprendere come vengono utilizzate le risorse pubbliche per produrre benessere.
In un contesto amministrativo caratterizzato da scarse risorse e alta complessità, la strategia vincente non è fare tutto, ma fare bene poche cose fondamentali. Da qui nasce la proposta degli “obiettivi roccia”: priorità strategiche di medio-lungo periodo che non variano con le contingenze del momento, ma che rappresentano il nucleo identitario dell’azione dell’Ente.
Un obiettivo roccia si contrappone alla frammentazione dei micro-obiettivi operativi che spesso intasano i piani delle performance degli Enti, generando rumore di fondo e dispersione di energie.
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Oltre l’esonero: un invito ai piccoli Enti a “fare” il Valore Pubblico
Il messaggio finale quindi per gli Enti con meno di 50 dipendenti deve essere chiaro: non abbiate paura del Valore Pubblico. Sebbene il DM 132/2022 vi esoneri dalla compilazione formale di questa sottosezione, utilizzate il PIAO come lo strumento per dare un senso e una direzione al vostro agire quotidiano.
Il Valore Pubblico è la vostra “stella polare”, è ciò che trasforma una spesa in un beneficio concreto (sociale, ambientale, economico) per i vostri utenti, per i vostri stakeholders.
Scegliere quindi di inserire la logica del Valore Pubblico nel PIAO semplificato, magari tramite un rinvio ragionato alla Sezione Strategica del DUP, è un atto di
orgoglio istituzionale. Significa rifiutare il ruolo di “piccoli ed indifesi di fronte al nuovo mostro della burocrazia chiamato PIAO” per riprendersi quello di “amministratori di comunità“.
In un Comune con dieci dipendenti, la creazione di valore passa per poche azioni decisive: proteggere il territorio, assistere i fragili, digitalizzare i servizi.
Non lasciate che la semplificazione diventi un alibi per la rinuncia: programmare meno (pochi obiettivi roccia) per programmare meglio (misurando l’impatto reale) è l’unica via per rendere il vostro ente resiliente e protagonista del futuro del territorio.
E con questo, vi auguriamo “BUON PIAO A TUTTI!”.

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