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Passera: altre misure per la crescita

Fonte: Il Sole 24 Ore

Arriva al traguardo il decreto sviluppo. Il Governo ha posto ieri la fiducia al Senato sul testo identico a quello approvato la scorsa settimana dalla Camera. La votazione sulla fiducia avrà inizio oggi alle 9, con le dichiarazioni di voto nell’Aula di Palazzo Madama, intorno alle 10 è prevista la “chiama”.
Con il via libera del Senato, diventerà legge il provvedimento di 70 articoli che contiene misure per le infrastrutture e l’edilizia, per le imprese e per la giustizia civile. Un tassello della difficile operazione volta a riattivare la crescita nel Paese. Prima un assaggio con il decreto salva Italia, che conteneva tra l’altro gli aiuti alla capitalizzazione delle imprese, poi il decreto liberalizzazioni e ora questo contenitore eterogeneo la cui portata è stata però limitata dalla difficoltà di varare significative misure di spesa.
Dopo l’estate la tabella di marcia potrebbe riprendere, a cominciare dai provvedimenti rimasti in sospeso – Agenda digitale e misure a favore delle start up – il cui varo era stato annunciato già per luglio. I due dossier in questione dovrebbero essere accorpati in un unico decreto al quale agganciare anche altri temi per lo sviluppo. «È ovvio – ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera al termine della discussione generale sul decreto in Aula – che qui non c’è tutto quello su cui stiamo lavorando, alcuni altri interventi importanti per favorire la nascita di nuove aziende, per rendere operativa l’agenda digitale, per attirare gli investimenti dall’estero, per semplificare l’attività delle imprese e quindi renderle più competitive, saranno oggetto di proposte nei prossimi mesi. Su queste stiamo lavorando».
Passera ribadisce in sostanza l’idea di un cantiere sempre aperto, di un percorso a tappe entro il quale non c’è spazio per un’unica idea salvifica. «Non ci sono scorciatoie per rilanciare la crescita e l’unica ricetta possibile è lavorare sulle debolezze del Paese». E ancora: «Per creare crescita sostenibile in un Paese come il nostro, che da tanti anni non cresce, in un’Europa che a sua volta non cresce, bisogna agire su tutte le leve e su tutti i blocchi». «Bisogna combinare – ha aggiunto – gli interventi strutturali, che hanno effetto nel medio periodo, con interventi che portino risorse anche nel breve periodo, e sappiamo che le risorse sono molto poche».
Tornando al decreto sviluppo, secondo Passera il provvedimento «è certamente uscito dall’esame del Parlamento più forte e più completo di quando vi è entrato, anche grazie al contributo fattivo del Senato. Abbiamo accolto 80 ordini del giorno di cui il Governo terrà conto nel prosieguo dei lavori». Il provvedimento, tra l’altro, contiene defiscalizzazioni per facilitare i project bond, la proroga fino a giugno 2013 dei bonus Irpef per ristrutturazioni ed efficienza energetica, nuovi strumenti di finanziamento per le imprese non quotate (obbligazioni e cambiali finanziarie), la riforma del diritto fallimentare.
Ora si apre la fase dei provvedimenti attuativi necessari a portare a regime tutte le misure del decreto.

I FRONTI DELLO SVILUPPO
Il decreto
Con il via libera del Senato, diventerà legge il provvedimento di 70 articoli che contiene misure per le infrastrutture e l’edilizia, per le imprese e per la giustizia civile
La prossima fase
Sono in preparazione ulteriori misure che riguarderanno l’agenda digitale, le start up, l’attrazione di investimenti dall’estero, e anche le semplificazioni

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