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Partono le dismissioni immobiliari

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Parte l’operazione dismissioni immobiliari. Con la Cassa depositi e prestiti che diventa sempre più una superholding di Stato. A pochi giorni dall’annuncio dato dal premier Monti, il Consiglio dei Ministri, venerdì scorso, ha dato il via libera a un decreto-legge che, come affermato dallo stesso Monti, è stato pienamente concordato con gli enti locali. L’importo complessivo delle vendite immobiliari “presumibilmente si aggirerà intorno ai 10 miliardi che sarà utilizzato a riduzione del debito ivi compreso quello derivante dal debito commerciale a favore delle imprese”. “Come Associazione dei comuni siamo soddisfatti per la rapida approvazione del decreto sulle dismissioni immobiliari” da parte del Consiglio dei Ministri, afferma il presidente dell’Anci Graziano Delrio, aggiungendo che “già due anni fa l’Anci propose la costituzione di due fondi, uno immobiliare e l’altro mobiliare”. “Ora – avverte – aspettiamo di vedere il testo del decreto con la consapevolezza che i comuni possono giocare una partita importante, cominciando un’operazione di abbattimento del debito pubblico locale. Naturalmente per “giocare” questa partita al meglio è essenziale – conclude Delrio – la collaborazione e il coinvolgimento di tutte le istituzioni, a cominciare dall’Agenzia del Demanio e dalla Cassa depositi e prestiti”.

Le misure
Con il decreto arriva il fondo immobiliare presso il Demanio al quale andranno tutti gli immobili pubblici sia dello Stato (caserme incluse) sia degli enti territoriali. Poi si inizierà a valorizzare (leggi: cambiare la destinazione d’uso per rendere i beni più appetibili) e vendere.  Delle vendite beneficeranno anche i proprietari (ad esempio i Comuni) che avranno risorse fresche per abbattere il proprio debito. Gli immobili saranno venduti con l’ausilio di Cassa depositi e prestiti. Il dl prevede il diritto di opzione per l’acquisto da parte di Cassa depositi e prestiti delle partecipazioni azionarie detenute dallo Stato in Fintecna, Sace e Simest. Il corrispettivo della cessione, che sarà determinato sulla base dei valori di mercato, sarà corrisposto con un primo acconto del 60%. L’importo complessivo della vendita che presumibilmente come detto si aggirerà intorno ai 10 miliardi, sarà utilizzato a riduzione del debito, ivi compreso quello derivante dal debito commerciale a favore delle imprese. Lo stesso sistema usato per le cessioni immobiliari sarà utilizzato per le proprietà mobiliari. “Lo Stato ha un piccolo patrimonio di società e migliaia di altre società fanno parte del patrimonio delle municipalizzate. Potranno essere cedute”, ha spiegato il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli.

Il ruolo di Cdp
A stretto giro di posta, Cassa depositi ha reso noto che “al fine di favorire il processo di valorizzazione degli attivi pubblici saranno varati due veicoli indirizzati, rispettivamente, all’acquisizione di quote nelle utilities e alla valorizzazione/trasformazione degli immobili degli enti locali”. Un’operazione che “si colloca nell’ambito della tradizionale attività di supporto del territorio da parte di Cassa”. Più nello specifico, per la dismissione e valorizzazione degli attivi Cdp attiverà il “veicolo sevizi pubblica utilità” e il “veicolo valorizzazione immobili enti locali”. Entrambi avranno una dotazione di 1 miliardo di euro. In particolare per il “veicolo servizi pubblica utilità” la dotazione di 1 mld arriverà dal Fondo strategico italiano, “mentre ulteriori risorse proverranno da altri investitori che potranno sottoscrivere quote di partecipazione fino al 49%”. Il “veicolo servizi pubblica utilità” – spiega Cdp – è “finalizzato ad acquisire quote di minoranza con poteri di governance nelle utilities locali ed è creato nell’ambito del Fondo strategico italiano (Fsi)”. Lo strumento opererà tramite investimenti in aumento di capitale; conferimenti da parte di azionisti di aziende del settore; residualmente, acquisti di quote al fine di favorire l’aggregazione e il consolidamento dell’azionariato. Cdp sottolinea che si opererà “esclusivamente in aziende target che si trovino in condizioni di equilibrio economico-finanziario. L’obiettivo del nuovo strumento è quello di consolidare un settore caratterizzato da scarsità di risorse, ridotta dimensione ed eccessiva frammentazione degli operatori, allo scopo di contribuire alla creazione di aziende in grado di operare sul mercato in condizioni di profittabilità economica e a vantaggio degli utenti. Il “veicolo valorizzazione immobili enti locali”, gestito dalla Sgr immobiliare di Cdp (Cdpi Sgr), “è costituito nella forma di Fondo immobiliare destinato alla valorizzazione/trasformazione degli immobili degli enti locali”. Il patrimonio complessivo potrà essere superiore “grazie all’apporto di immobili da parte degli enti locali e alle risorse provenienti da altri investitori istituzionali”, rileva Cdp spiegando che la propria operatività avverrà sia a monte del processo di valorizzazione, attraverso la sua Direzione immobiliare (regolarizzazione documentale, valorizzazione urbanistico/catastale degli immobili e valutazione), sia a valle con la gestione del Fondo da parte della Sgr.

Interventi a tenaglia
Ma la riunione dell’esecutivo di venerdì si è caratterizzata anche per altri due interventi che agiscono sul piano della riduzione dei costi e dello sviluppo.  Il decreto sviluppo (varato “salvo intese”), più volte annunciato e finalmente varato, dovrebbe mettere in movimento – spiega il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, risorse fino a 70-80 miliardi: 40-45 miliardi arriveranno dai project bond e dalle misure per le pmi. Il Fondo per la crescita sostenibile che razionalizza il sistema degli incentivi alle imprese avrà invece un budget di circa 2 miliardi. Rinviato intanto il credito di imposta sull’ innovazione, mentre nei prossimi mesi si punta a sbloccare una ventina di miliardi in infrastrutture da parte del Cipe e si tenterà di completare entro il 2013 la Salerno-Reggio Calabria. E arriva il d.P.C.M. taglia costi su Palazzo Chigi e Tesoro che prevede un taglio del 20% degli organici dirigenziali della presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Economia e del 10% per gli altri organici. I nuovi tagli agli organici di palazzo Chigi porteranno un risparmio annuale di 25 milioni di euro. Mentre cambierà e di molto la “geografia” di via XX Settembre: vengono soppressi i monopoli, l’Agenzia del territorio e quella per lo sviluppo del settore ippico e le competenze destinate alle altre agenzie “reduci”. Via inoltre gli uffici periferici del Tesoro che hanno sede in province con meno di 300.000 abitanti.

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