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Parte l’ennesima commissione

Fonte: Italia Oggi

L’argomento corruzione era caldo da giorni. Alimentato da varie voci, in particolare quella del presidente della corte dei conti, Luigi Giampaolino, secondo il quale l’azione di contrasto svolta dall’Italia su questo fronte è insufficiente. E così il ministro per la pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, non ha perso tempo.
E ha lanciato l’ennesima commissione ministeriale della storia della repubblica, questa volta «sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione nella pa». Obiettivo sacrosanto, per carità. Peccato che a comporre l’organo, tra gli altri, ci sono i soliti figli di papà e personaggi più o meno sponsorizzati dalla politica. Per esempio Patroni Griffi ha chiamato Bernardo Mattarella, ordinario di diritto amministrativo a Siena e figlio di Sergio Mattarella, ex ministro Dc. Bernardo in qualche modo aveva già incrociato Patroni Griffi. L’accademico, infatti, risulta tutt’ora consulente a 50 mila euro della Civit, la Commissione per la valutazione della pa voluta dall’ex ministro Renato Brunetta e della quale ha fatto parte lo stesso Patroni Griffi, che di Brunetta è stato capo di gabinetto. Della nuova commissione fa parte un altro amministrativista, Francesco Merloni, che nel marzo scorso fu relatore a un convegno su «Performance, trasparenza, qualità dei servizi», organizzato proprio dalla Civit. Non finisce qui. Il ministro ha infatti pensato di rafforzare il nuovo organismo con la presenza di Giorgio Spangher, docente di procedura penale alla Sapienza, ma soprattutto ex componente laico del Csm nominato in quota Forza Italia. In questa veste Spangher nel 2004 chiese al comitato di presidenza di palazzo dei Marescialli di aprire un fascicolo per incompatibilità ambientale a carico dei pm di Milano Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, all’epoca titolari delle indagini su Imi-Sir. Nella commissione entra poi Ermanno Granelli, giudice contabile che qualche anno fa finì in una delle prime liste stilate dalla Corte dei conti sugli incarichi extragiudiziari. Ebbene, risultò che Granelli cumulava 148.518 mila euro come vice dell’Alto commissario contro la lotta alla corruzione e 85 mila euro come capo di gabinetto del ministero delle politiche agricole. Granelli, peraltro, è stato anche capo di gabinetto del Cnipa, l’allora Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione oggi sostituito con DigitPa. E al Cnipa è stato anche quello che sarà il coordinatore della commissione istituita da Patroni Griffi, ovvero Roberto Garofali, capo di gabinetto del ministro. Chiude la composizione Raffaele Cantone, già magistrato della Dda di Napoli e autore di due libri («Solo per Giustizia» e «I gattopardi»), entrambi editi dalla berlusconiana Mondadori. La partecipazione alla commissione sarà gratuita, ma questo non ha impedito alcune critiche immediate. Per Raffaele Volpi, deputato della Lega, l’istituzione della commissione rappresenta «il solito sistema dei proclami e un ulteriore schiaffo al parlamento». Il riferimento è alla proposta di legge anti-corruzione all’esame di Montecitorio. Patroni Griffi ha replicato che crede fermamente nella proposta di legge e che ha chiesto alla nuova commissione di fornirgli risposte rapide da poter tradurre in emendamenti al qual progetto.

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