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Palazzo d’Orleans: problemi di liquidità per colpa dello Stato

Fonte: Il Sole 24 Ore

«Lo diciamo in tutta trasparenza: c’è un problema di liquidità nelle casse ma la Regione siciliana non è in default come è stato erroneamente detto e scritto». A parlare è l’assessore alla Salute e vicepresidente della giunta regionale siciliana Massimo Russo protagonista, insieme al collega assessore all’Economia Gaetano Armao, dell’operazione verità sui conti della regione che viene chiesta a gran voce e da più parti.
Carte alla mano due esponenti del governo guidato da Raffaele Lombardo hanno voluto spiegare ai giornalisti dove sbaglia e perché chi ha nei giorni scorsi espresso giudizi sulla situazione economica della regione. Implicita ma non troppo da parte di Russo la polemica con Ivan Lo Bello, vicepresidente nazionale di Confindustria che lunedì è tornato a chiedere per l’ennesima volta un’operazione verità sui conti della regione. È stato il vicepresidente della regione a dilungarsi spiegando qual è la situazione della regione oggi su parecchi fronti: quello del personale, quello della cassa, quello delle misure a sostegno delle imprese. In questo affiancato da Armao che ha rilanciato: «Chi dice che il bilancio della regione è falso deve andare fino in fondo e accusare la Corte dei conti, che ha parificato il documento, di aver certificato il falso».
Per quanto riguarda i conti i due esponenti della giunta regionale siciliana hanno ammesso che la regione è indebitata per 5,4 miliardi: «Abbiamo trovato debiti per 3,5 miliardi al nostro insediamento e abbiamo dovuto farne altri per 1,9 miliardi» hanno detto i due. Altra questione è quella che riguarda i residui attivi sulla cui esigibilità in molti nutrono qualche dubbio: in totale al 31 dicembre dell’anno quelli attivi sono 15,7 miliardi di cui quasi 11 miliardi ascrivibili a somme non riscosse dallo Stato e dall’Unione europea. I residui passivi al 31 dicembre ammontavano a 7,3 miliardi. «Abbiamo avviato una forte politica di risparmio – dice Armao – e su quella strada intendiamo continuare finché siamo qui: porterò in giunta un disegno di legge che rende più severa la spending review in Sicilia».
In pratica, secondo i due assessori, è colpa dello Stato se la Sicilia si trova in queste condizioni: «Batteremo cassa con il Governo nazionale. Perché altrimenti si rischia la guerra civile se non si pagano gli stipendi». Infine il capitolo personale: «Si parla delle nomine e delle assunzioni della regione, ma non si parla di quello che ha fatto questo governo per ridurre il numero dei lavoratori e dei dipendenti – ha detto ancora Russo –. Nel 2008 c’è stato un picco del trend del personale che contava circa 19mila unità. Nel 2011 sono diminuiti a circa 17mila». Stesso discorso per la spesa per il personale. «Dai circa 780 milioni di euro del 2008 – ha detto Russo –, è scesa a 731 milioni».

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