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Pacchetto infrazioni: quattro decisioni riguardano l’Italia nell’ambito dell’agenda digitale, l’energia, parità di trattamento e patenti di guida

La Commissione ha adottato il 6 aprile scorso un nuovo pacchetto di decisioni riguardanti le procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri per mancata o incompleta trasposizione del diritto dell’Unione europea. In particolare, l’Italia è stata oggetto di quattro decisioni nel campo, rispettivamente dell’agenda digitale, del mercato energetico, della parità di trattamento in materia di occupazione e in materia di patenti di guida.

Agenda digitale

La Commissione ha disposto la chiusura del procedimento d’infrazione (IP/10/64) relativo alla tutela dei consumatori contro il telemarketing selvaggio. Grazie all’intervento della Commissione europea per una corretta applicazione della legislazione dell’UE, ora gli abbonati a servizi telefonici italiani non riceveranno più comunicazioni indesiderate a scopo di commercializzazione diretta senza il loro esplicito consenso. L’Italia si è allineata alle disposizioni della direttiva UE sulla privacy e sulle comunicazioni elettroniche introducendo un nuovo sistema di opt-out, che garantisce ai cittadini italiani il cui numero figura negli elenchi telefonici pubblici di non ricevere telefonate a fini commerciali non richieste.
>> Il comunicato stampa della Commissione

Energia

In questo settore la Commissione ha invitato formalmente l’Italia, insieme alla Polonia alla Romania, a conformarsi alle norme dell’Unione europea in materia di prezzi regolamentati dell’energia per i consumatori finali. La normativa dell’Unione europea sul mercato interno dell’energia stabilisce che i prezzi devono essere fissati soprattutto sulla base della domanda e dell’offerta. Secondo la Commissione, in particolare, la legge italiana impone tuttora ai gestori del sistema di distribuzione di fornire energia elettrica a prezzi regolamentati ai clienti domestici e alle piccole imprese che non abbiano sottoscritto un contratto con un fornitore sul mercato libero. La misura non è soggetta a un chiaro vincolo temporale, va oltre quanto necessario per tutelare i consumatori e ostacola l’accesso di nuovi operatori sul mercato italiano. Pertanto la Commissione ha inviato un parere motivato alle Autorità italiane invitandole ad ottemperare ai loro obblighi giuridici entro due mesi. In caso di mancato adempimento la Commissione potrebbe deferire l’Italia alla Corte di giustizia.
>> Il comunicato della Commissione

Parità di trattamento in materia di occupazione

La Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE per lo scorretto recepimento della direttiva 2000/78/CE che, in materia di occupazione, proibisce ogni discriminazione fondata sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali. L’articolo 5 della direttiva dispone che il datore di lavoro preveda soluzioni ragionevoli per i disabili affinché questi possano avere accesso al lavoro e usufruire di progressioni di carriera. La Commissione ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia sottolineando che l’Italia non ha integralmente trasposto tale disposizione, poiché l’ordinamento italiano non contiene una norma generale che imponga al datore di lavoro di prevedere soluzioni ragionevoli per i portatori di qualunque tipo di disabilità e per tutti gli aspetti dell’occupazione.
>> Il comunicato della Commissione

Patenti di guida

La Commissione ha invitato l’Italia e altri 6 paesi membri (Danimarca, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia) ad adottare disposizioni legislative nazionali per adeguare i requisiti di idoneità fisica e mentale alla guida a quanto previsto nel diritto dell’Unione europea, specie per quanto riguarda la vista, il diabete e l’epilessia. La richiesta della Commissione è formulata attraverso un “parere motivato” in quanto l’Italia e gli altri Paesi a tutt’oggi non hanno comunicato alla Commissione il recepimento delle due direttive citate nei rispettivi ordinamenti nazionali entro il 15 settembre 2010, come previsto dalle direttive stesse.
>> Il comunicato della Commissione

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