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Orlando: “Costretti a tagliare i servizi ai cittadini”

Fonte: Repubblica

«La settimana prossima, a Milano, il congresso nazionale dell’Anci sarà una polveriera. Lo dico chiaramente, se a livello nazionale si continuerà con questa inaccettabile subalternità al governo, noi adotteremo iniziative in autonomia». Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia, è sul piede di guerra per i nuovi tagli alle finanze dei Comuni previsti dalla legge di Stabilità. Sindaco, il sottosegretario Delrio dice che il contributo chiesto ai Comuni è sopportabile.

« E’ assolutamente insopportabile così come assolutamente inaccettabile è l’atteggiamento del governo, in continuità con il governo Monti e con quelli successivi, che scarica sui Comuni tagli sconsiderati costringendoci a far ricorso alla fiscalità locale». A chi gli ha fatto questa osservazione, Renzi ha risposto che l’aumento delle tasse locali sarebbe stata una “provocazione”.

«E’ un atteggiamento che mortifica le autonomie locali e i Comuni, come il mio, che sono diventati virtuosi con sacrifici e quelli che vorrebbero diventare virtuoso e non lo diventeranno mai. Palermo è un esempio da scuola: dopo due anni di sacrifici abbiamo oggi un bilancio in ordine, l’unico Comune da Roma in giù ma con questi tagli annunciati rischieremo di nuovo il dissesto».

Facciamo degli esempi: con i nuovi tagli quale sarà il conto che pagheranno i cittadini? «Bisogna dire chiaramente che i due miliardi di tagli che riguarderanno le Regioni non potranno riguardare le spese sanitarie. Quindi finiranno indirettamente sui Comuni andando ad aggiungersi al taglio diretto da 1,2 miliardi che poi in realtà sono 1,5 miliardi perché i 300 milioni di un taglio precedente che il governo si era impegnato a reintegrare non sono mai arrivati. Quindi alla fine alle casse dei Comuni verranno meno 3,5miliardi, il che vuol dire che non ci saranno i soldi per gli autobus, per l’assistenza domiciliare, per gli anziani, per le case, per le scuole e cosi via. Se a questo aggiungiamo che dal prossimo anno entra in vigore la nuova contabilità locale che ci obbligheràa segnare in bilancio il 50% (e non più il 20 o il 30) dei crediti esigibili, si capisce come la situazione a cui andiamo incontro è davvero insostenibile».

Tutte cose che Fassino ha fatto presente nell’incontro ma che il premier non sembra intenzionato a prendere in considerazione.

«Lo ripeto. Credo che nel congresso di Milano dovremo adottare delle iniziative forti contro questo governo che ha già mortificato i Comuni con quella scandalosa riforma del Senato delle Autonomie con i rappresentanti dei Comuni scelti dalle Regioni in aperto contrasto con la carta costituzionale che dà pari dignità alle istituzioni locali».

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