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Nessun automatismo tra buono pasto e prestazione di lavoro resa in modalità agile

Nessun automatismo tra buono pasto e prestazione di lavoro resa in modalità agile

Il Dipartimento della Funzione Pubblica (Servizio per la gestione del personale pubblico) ha pubblicato il parere avente ad oggetto “riconoscimento dei buoni pasto ai dipendenti che operano in smart working”. Anzitutto, è richiamata la nota protocollo del 10 agosto 2020, con cui è stato richiesto al Dipartimento “un parere in ordine alla possibilità di riconoscere i buoni pasto a quei lavoratori che operano in modalità smart working, soprattutto alla luce delle conclusioni negative a cui è recentemente pervenuto il Tribunale di Venezia”. Quest’ultimo, con il decreto n. 1069/2020, aveva “rigettato il ricorso presentato da una sigla sindacale avverso il mancato riconoscimento dei buoni pasto ai lavoratori in smart working, da parte di un Ente locale”.

Le indicazioni ministeriali

Rilevante a riguardo anche la circolare esplicativa n. 2 del 1° aprile 2020 del ministro per la Pubblica Amministrazione circa le “Misure recate dal decreto legge 17 marzo 2020 n. 18”. Secondo quanto chiarisce la comunicazione del Ministero, “il personale in smart working non ha un automatico diritto al buono pasto, essendo rimesse a ciascuna PA le determinazioni di competenza circa la sussistenza delle condizioni per l’erogazione”. Alla luce di questa previsione, il parere del Dipartimento ribadisce la discrezionalità nel riconoscimento dei buoni pasto in sulla base delle “autonome scelte organizzative e gestionali di ciascuna amministrazione”. Tuttavia, come specificato più avanti dallo stesso dicastero con la direttiva n. 3 del 4 maggio 2020, “le pubbliche amministrazioni dovranno essere in grado di definire modalità di gestione del personale duttili e flessibili, tali da assicurare che il supporto alla progressiva ripresa delle attività sia adeguato e costante tale da ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti.”

La soluzione

Infine, nonostante il richiamo di una consistente giurisprudenza, concorde nell’escludere “la natura retributiva dei cd. buoni pasto in quanto estranei al sinallagma contrattuale”, il parere conclude “considerando coerente all’attuale dettato normativo che ciascuna amministrazione, assuma le decisioni più opportune in relazione all’attivazione o meno dei buoni pasti sostitutivi, alle modalità di erogazione degli stessi, nonché all’attivazione di adeguate misure volte a garantire la verifica di tutte le condizioni e dei presupposti che ne legittimano l’attribuzione ai lavoratori.”

>> IL TESTO DEL PARERE DEL DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA.

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