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Nel Regno Unito divisione fra abitazioni e aziende

Fonte: Il Sole 24 Ore

L’Imu ha un parente nel Regno Unito: è la Council Tax, che finanzia le amministrazioni locali (ma per precise opere di interesse pubblico). Anche la Council Tax si basa sulla rendita catastale dell’immobile (attribuita nel 1991 e periodicamente aggiornata) e in più prende in considerazione altri fattori come la presenza di servizi pubblici essenziali, come ospedali, scuole, stazioni di polizia, parchi.
Questa imposta, però, riguarda le abitazioni, mentre gli immobili d’impresa sono soggetti a un altro tributo: la «Residential land or property Sdlt» cioè stamp duty land tax, una sorta di imposta di bollo/registro che scatta al momento dell’acquisto ed è a carico dell’acquirente, però con una franchigia di 125mila sterline (circa 155mila euro) e una progressione d’imposta. In sostanza non esistono tasse annuali sulla proprietà perché gli immobili d’impresa sono considerati strumentali, quindi viene tassato il reddito da essi più o meno direttamente prodotto nell’ambito del reddito d’impresa, di fatto come avviene qui. L’imposta vera e propria è quindi quella che grava sull’impresa che acquista un immobile per utilizzarlo a fini imprenditoriali, cioè la Sdlt.
Il confronto con il Regno Unito, quindi, è difficile, perché se un’impresa non acquista immobili per molto tempo, di fatto ammortizza l’imposta sulle compravendite (la Sdlt) in talmente tanto tempo da renderla quasi neutra. L’impresa che, invece, effettua acquisti frequenti oppure deve ingrandire gli spazi si trova a a subire una discreta batosta. Ma certo non paga il balzello annuale che in Italia è piaciuto così poco. In sostanza, mentre la proprietà immobiliare in Italia è considerata una specie di “colpa” che l’impresa deve scontare con una condanna che ogni anno si rinnova, in Gran Bretagna la si colpisce davvero al momento dell’acquisto. Il paragone, quindi, andrebbe fatto sulla scorta di maggiori precisazioni da parte del fisco. Tra l’altro, proprio dalla scorsa primavera, la tassazione britannica si è inasprita: quando l’acquirente è una società e l’acquisto supera i 2 milioni di sterline (2,491 milioni di euro) scatta una super aliquota d’imposta del 15 per cento, che ha subito causato un terremoto nel mercato degli immobili d’impresa, deprimendolo fortemente. Colpiti dalla maxi tassa sono tutte le società, gli organismi di investimento collettivo e tutte le relative partnership. Escluse solo alcune imprese che agiscono in qualità di fiduciari per sviluppatori immobiliari e a determinate condizioni. Va anche segnalata, l’esistenza della real property tax, che è dovuta dai non residenti che occupano immobili commerciali ed è raccolta dalle autorità locali differenziandola comunque in base alle differenti categorie d’impresa.

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