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Mobbing per il dipendente colpito da molteplici provvedimenti disciplinari illegittimi

Dipendente colpito da molteplici provvedimenti disciplinari ill

Per le pubbliche amministrazioni provocare stress nei confronti dei dipendenti mediante una sequela di provvedimenti disciplinari illegittimi può esporre i responsabili a condotte vessatorie tali da rientrare nell’ipotesi di fattispecie di danno da mobbing. Questa la massima che affiora dall’ordinanza della Corte di Cassazione, sez. Lavoro, 3 ottobre 2017, n. 23041: una pronuncia che confermando la sentenza dei giudici d’appello.
Il caso di specie fa riferimento alla domanda di un dirigente pubblico volta al riconoscimento del danno subito a seguito di condotta vessatoria effettuata nei suoi confronti dall’Ente pubblico a causa di cinque provvedimenti disciplinaririlevatisi successivamente illegittimi.
Ricordiamo che recentemente la Sezione Lavoro della Cassazione ha delimitato, mediante sentenza n. 2142/2017, i confini che definiscono le caratteristiche per la configurazione del mobbing nel Pubblico Impiego privatizzato. Ecco di seguito gli elementi caratterizzanti:
– una serie di comportamenti di carattere persecutorio – illeciti o anche leciti se considerati singolarmente – che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi;
– l’evento lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente;
– il nesso eziologico tra le descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità psico-fisica e/o nella propria dignità;
– l’elemento soggettivo, cioè l’intento persecutorio unificante di tutti i comportamenti lesivi.

>> CONSULTA L’ORDINANZA DELLA CASSAZIONE 3 OTTOBRE 2017, n. 23041.

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