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Misure dell’Ue per proteggere meglio i cittadini europei

La Commissione europea ha adottato la strategia di sicurezza interna dell’UE in azione che include 41 azioni destinate a far fronte alle minacce più imminenti alla sicurezza europea. I furti di automobili, i furti con scasso, il traffico di droga e le frodi con le carte di credito spesso sono manifestazioni a livello locale di reti criminali mondiali che operano al di là delle frontiere e nel ciberspazio.
Le frontiere esterne dell’UE sono sfruttate per il traffico di droga, di merci contraffatte, di armi, e per la tratta di persone, e le reti criminali traggono enormi profitti dalle finanze pubbliche.
Per affrontare questi problemi la Commissione propone nuove misure, tra cui una proposta legislativa per la confisca dei proventi di reato. L’UE dovrebbe inoltre contribuire a offrire alle comunità locali la capacità di far fronte alla radicalizzazione e al reclutamento di terroristi, e identificare modi migliori per proteggere le infrastrutture di trasporto, in particolare il trasporto terrestre, dal terrorismo. Si propone di creare un centro europeo per la criminalità informatica che riunisca gli esperti in materia di indagine e prevenzione, e si sta elaborando una serie di iniziative per affrontare meglio la gestione delle frontiere e per una migliore preparazione e reazione a crisi e catastrofi.
La strategia di sicurezza interna dell’UE in azione identifica cinque obiettivi strategici, per ognuno dei quali definisce una serie di azioni.

1. Smantellare le reti criminali internazionali che minacciano la nostra società:

  • una serie di proposte dirette a individuare e confiscare rapidamente ed efficacemente i proventi di reato (2011).
  • proposta sull’uso dei dati del codice di prenotazione (PNR UE) (2011).
  • Proposta relativa al monitoraggio e all’assistenza degli Stati membri nella lotta contro la corruzione (2011).

2. Combattere il terrorismo e affrontare la radicalizzazione e il reclutamento di terroristi:

  • una strategia per estrarre e analizzare i dati di messaggistica finanziaria, il “Programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi” (Terrorist finance tracking program, TFTP) dell’UE (2011);
  • una rete dell’UE per la sensibilizzazione in materia di radicalizzazione e misure destinate ad aiutare la società civile a svelare, tradurre e combattere la propaganda estremista violenta (2011);
  • rafforzamento della politica dell’UE in materia di sicurezza dei trasporti (2011).

3. Innalzare i livelli di sicurezza per cittadini e imprese nel ciberspazio:

  • creazione di un centro dell’UE per la criminalità informatica (2013);
  • istituzione di una rete di squadre di pronto intervento informatico (2012);
  • istituzione di un sistema europeo di condivisione delle informazioni e di allarme (EISAS) (2013).

4. Potenziare la sicurezza tramite la gestione delle frontiere:

  • creazione di un sistema europeo di sorveglianza delle frontiere esterne, EUROSUR (2011);
  • miglioramento dell’analisi per identificare “punti caldi” alle frontiere esterne (2011);
  • relazioni congiunte sulla tratta delle persone, sul traffico di migranti e sul contrabbando di merci illegali, sulla base di operazioni comuni (2011).

5. Aumentare la capacità dell’Europa di reagire a crisi e catastrofi:

  • proposta sull’applicazione della clausola di solidarietà (2011);
  • proposta relativa a una Capacità di reazione europea alle emergenze (2011);
  • elaborazione di una politica di gestione del rischio che colleghi la valutazione di minacce e rischi al processo decisionale (2014).

Contesto

La strategia per la sicurezza interna è un elemento chiave del programma di Stoccolma. Nel febbraio 2010, la presidenza spagnola dell’UE ha illustrato le sfide per la sicurezza dell’UE in una strategia di sicurezza interna (” Verso un modello di sicurezza europeo“), invitando la Commissione a presentare proposte indirizzate all’azione per attuarla.

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