Il 24-25 marzo a Londra, durante Innovation 2026, importante conferenza internazionale dedicata alla trasformazione del settore pubblico, è emerso un cambio di paradigma chiaro che ci può fare riflettere sulla possibile evoluzione del rapporto tra adozione degli strumenti di AI generativa e lavoro pubblico.
Non è più il tempo dei progetti pilota. È il tempo dei risultati.
Nella Pubblica Amministrazione l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa non può più limitarsi alla sperimentazione. La vera sfida è farla funzionare, misurarne l’impatto e integrarla nei processi. Tra risorse limitate e carichi di lavoro crescenti, le Amministrazioni devono passare dall’entusiasmo tecnologico alla produttività misurabile.
All’estero sono più avanti?
A livello internazionale, il cambiamento è già visibile. L’AI non viene più valutata per il suo potenziale, ma per i risultati concreti che produce: riduzione dei tempi, miglioramento dei servizi, maggiore efficienza operativa. Non solo. Si assiste al passaggio dagli assistenti digitali ai veri e propri agenti AI, sistemi capaci di operare all’interno dei processi amministrativi (dalla gestione delle richieste di accesso agli atti alla redazione di risposte, fino alla stima dei costi).
È quella che alcuni osservatori definiscono una vera e propria “infrastruttura dell’azione”: un ecosistema in cui l’intelligenza artificiale gestisce attività ripetitive e transazionali, liberando il lavoro umano per ciò che conta davvero: giudizio, empatia, decisioni ad alto impatto.
La trasparenza diventa la chiave per il successo
In questo scenario, la trasparenza diventa centrale. L’AI non può essere una “scatola nera”, ma una “scatola di vetro”, con processi tracciabili e controllabili, in linea con le nuove esigenze regolatorie europee.
Per la PA italiana occorre superare la logica dei progetti isolati e investire in strategie strutturate, competenze diffuse e capacità di misurare l’impatto reale dell’innovazione. Senza formazione, anche le migliori tecnologie rischiano di restare inutilizzate o, peggio, mal utilizzate.
È in questo contesto che trovano la loro utilità iniziative come AI Channel, lo spazio live di GenerativePA che, con due appuntamenti mensili, alterna analisi delle novità normative e tecnologiche a sessioni operative su casi concreti. Un formato che riflette proprio l’evoluzione in atto: meno teoria, più applicazione. Perché il monito, oggi, non è più adottare l’AI ma farla rendere davvero nella Pubblica Amministrazione.
>> Scarica la brochure
AI Channel: niente più teoria
Nei sei appuntamenti in calendario tra aprile e giugno si alternano i format AI Radar e AI Tutorial:
>> AI Radar – Notizie & Commento
Leggiamo le notizie del mese e le commentiamo live: novità normative, strumenti, casi d’uso, segnalazioni dei partecipanti. Come un radar che scandaglia il panorama IA, con l’IA nella PA.
>> AI Tutorial – Tutorial Live
Prendiamo un’attività concreta della PA e la realizziamo live con l’IA: scrivere un atto, cercare una norma, analizzare un documento. Schermo condiviso, mani sulla tastiera, zero teoria.
Non si tratta di lezioni frontali, ma di sessioni live con analisi di casi reali, simulazioni operative e utilizzo diretto degli strumenti.
Il percorso è arricchito dalla presenza di ospiti ed esperti, oltre che da contributi e segnalazioni della community. I partecipanti, infatti, possono inviare domande e proporre temi in anticipo, contribuendo a orientare i contenuti in base alle esigenze concrete degli uffici.
>> Invia una domanda tramite la sezione dedicata sulla piattaforma! GenerativePA https://generativepa.circle.so/c/q-a/
AI Channel
L’AI pratica per la Pubblica Amministrazione
13 Apr 2026 – 29 Giu 2026 6 appuntamenti, ore 11.30 – 12.30
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento